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paolo  rosso
  • Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione
    Università degli Studi di Torino
    Via S. Ottavio, 20
    I-10124 Torino
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Gli uomini di cultura del Medioevo intendevano la schola come una formazione (institutio) condivisa, fondata su capisaldi costituiti dalle sue autorità (auctoritates) e organizzata secondo un curriculum. Il volume ripercorre, tra... more
Gli uomini di cultura del Medioevo intendevano la schola come
una formazione (institutio) condivisa, fondata su capisaldi costituiti
dalle sue autorità (auctoritates) e organizzata secondo un
curriculum. Il volume ripercorre, tra continuità e cambiamento,
la storia della scuola dal protagonismo della Chiesa nell’istruzione
altomedievale al sempre più articolato quadro di scuole nel
basso Medioevo, quando, a partire dal xii secolo, nelle vivaci città
dell’Occidente latino sorsero le prime università. In questi secoli
la scuola non fu solo chiamata a divulgare la cultura “dotta”,
quella scritta, ma assunse essa stessa il ruolo di centro propulsore
di nuova cultura, frutto della complessa mediazione tra i saperi
pagani della tradizione classica e quelli cristiani. Il flusso di
“intellettuali”, di modelli culturali e di libri, che trovò il suo raccordo
nei centri di istruzione, concorse così in modo determinante
alla formazione di un sapere omogeneo.
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La commedia umanistica "De falso hypocrita", composta dal giurista e futuro funzionario di primo piano dell’amministrazione sabauda Mercurino Ranzo, venne rappresentata presso lo "Studium generale" di Pavia nell’aprile 1437.Attori di... more
La commedia umanistica "De falso hypocrita", composta dal giurista e futuro funzionario di primo piano dell’amministrazione sabauda Mercurino Ranzo, venne rappresentata presso lo "Studium generale" di Pavia nell’aprile 1437.Attori di questo testo teatrale – con il quale Ranzo rielaborò con personalità la commedia Janus sacerdos, composta da un ignoto autore dieci anni prima – furono probabilmente studenti, come avvenne anche per il breve dialogo mimato "Andrieta", pressoché coevo, la cui composizione, da quanto emerge dall’analisi integrale della sua tradizione testuale, sembra da doversi attribuire alla penna di uno studente dell’Università ticinense.Questi testi, qui pubblicati per la prima volta in edizione critica, rappresentano due interessanti esempi di scrittura teatrale elaborata in ambito universitario, caratterizzata dalla ripresa degli elementi tematico-linguistici offerti dalla letteratura comica della latinità classica, innestati sulla tradizione propria della goliardia studentesca, ancora di matrice medievale. Elaborate nelle Università e progettate per un colto pubblico studentesco, queste commedie furono, per i loro risultati stilistico-lessicali, apprezzate in particolare dai giovani studenti ultramontani, i quali, durante i loro itinera italica, le inserirono nei loro quaderni di studio, insieme ad altri testi dell’Umanesimo “minore”, garantendone la sopravvivenza e la diffusione nei circoli culturali e nelle Università dell’impero.
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Gli anni 1456-1460 sono ricchi di episodi che illustrano il complicato rapporto tra le istituzioni universitarie e l’autorità statale. Si oscilla tra un rispetto non solo formale delle libertà accademiche e una tendenza a prevaricare,... more
Gli anni 1456-1460 sono ricchi di episodi che illustrano il complicato rapporto tra le istituzioni universitarie e l’autorità statale. Si oscilla tra un rispetto non solo formale delle libertà accademiche e una tendenza a prevaricare, invadendo ambiti di competenza che erano di esclusivo dominio dei Rettori, dei Collegi dei dottori, del Cancelliere o dei suoi rappresentanti. Una serie di documenti illustra i rapporti della Chiesa pavese con l’Università anche se solo tramite episodi singoli, come l’assoluzione dalla scomunica di un chierico che aveva frequentato i corsi di diritto civile senza l’autorizzazione canonica o la concessione ad un sacerdote straniero di svolgere la sua attività in Pavia e nella diocesi.
In appendice al volume vengono pubblicati documenti riguardanti il periodo 1450-1455, recentemente identificati.
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Il saggio affronta la questione della formazione culturale degli ecclesiastici nel tardo medioevo e nella prima età moderna, osservata per una categoria di chierici, quella rappresentata dai preti titolari di parrocchia nelle aree alpine... more
Il saggio affronta la questione della formazione culturale degli ecclesiastici nel tardo medioevo e nella prima età moderna, osservata per una categoria di chierici, quella rappresentata dai preti titolari di parrocchia nelle aree alpine della diocesi torinese. Dati sulla cultura dei sacerdoti sono offerti dalle fonti normative, in particolare dalle costituzioni sinodali, in cui il tema dell’istruzione del prete rientrò nella più generale spinta a una riforma interna della Chiesa, oggetto di ricorrenti interventi dell’episcopato, volti, senza duraturi successi, a disciplinare i comportamenti dei preti e ad innalzarne il livello morale e culturale. Interessanti dati sono emersi anche dallo studio delle dotazioni librarie delle chiese alpine. Gli atti di clericatura, cioè le ordinazioni sacre con le quali si entrava nella condizione ecclesiastica, si sono rivelati un’interessante fonte di carattere “seriale” per la valutazione del grado di formazione intellettuale e religiosa richiesta ai chierici. Fra i requisiti personali richiesti per la tonsura infatti, a partire dagli anni sessanta del Trecento si richiamò con sempre maggiore frequenza la qualifica «scolaris litteratus».
Lo spazio alpino fu anche terreno di dissidenze ereticali: la cultura dei ministri delle comunità valdesi, poi riformate, presenti nelle valli della diocesi di Torino è nota soprattutto attraverso fonti di natura inquisitoriale, nelle quali si edificò l’immagine del predicatore valdese illetterato che predicava a persone semplici e incolte. La cultura del ministro valdese in realtà di fondava, almeno in parte, su quella clericale, necessaria per la predicazione, ma produsse nei secoli testi di alta originalità per contenuti, lingua, fruizione e contesto di lettura.
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Élites intellettuali e potere: l’apporto vercellese al sistema di governo centrale del ducato di Savoia fra Quattro e Cinquecento, in Vercelli fra Quattro e Cinquecento, a cura di A. Barbero, C. Rosso, Vercelli, Società Storica... more
Élites intellettuali e potere: l’apporto vercellese al sistema di governo centrale del ducato di Savoia fra Quattro e Cinquecento, in Vercelli fra Quattro e Cinquecento, a cura di A. Barbero, C. Rosso, Vercelli, Società Storica Vercellese, 2018 (Biblioteca della Società Storica Vercellese, 50), pp. 183-237.
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La ricerca affronta lo studio della ricezione nei capitoli delle cattedrali subalpine dei canones dei concili lateranensi III e IV riguardanti l’istruzione del clero. Sono state analizzate le presenze di canonici dotati di un alto livello... more
La ricerca affronta lo studio della ricezione nei capitoli delle cattedrali subalpine dei canones dei concili lateranensi III e IV riguardanti l’istruzione del clero. Sono state analizzate le presenze di canonici dotati di un alto livello di istruzione,attestato dal titolo di magister, e le loro inclinazioni culturali che emergono dai fondi librari personali e del capitolo. Si è riscontrata una maggiore articolazione delle attività di alcune scuole cattedrali operanti nell’area studiata e una più evidente circolazione di chierici studenti tra di essea partire dagli anni Venti-Trenta del Duecento. Gli effetti della c. 11 De magistris scholasticis del IV concilio lateranense si palesano nelle realtà già fortemente dinamiche, come le scuole delle cattedrali subalpine settentrionali (Vercelli, Novara, Ivrea, Aosta e Torino), espressione di un tessuto culturale ricettivo e pronto a dare attuazione a tali disposizioni. Tra le diocesi meridionali si distingue per il suo dinamismo la schola cattedrale di Asti.

This paper aims the study of the reception in the Piedmontese cathedral chapters of the canones of the Third and Fourth Lateran Council concerning the clergy education. We have analyzed the presence of canons with a high level of education, level certificate from the qualification of magister, and their cultural inclinations that arise from their personal libraries. The study showed a greater articulation of the some cathedral schools activities since the Twenties and Thirties of the Thirteenth century, and a more noticeable movement of clerics students between the Piedmontese chapters.The c. 11 De magistris scholasticis of the Fourth Lateran Council had more obvious effects in contexts already highly dynamic, such as cathedral schools of northern dioceses (Vercelli, Novara, Ivrea, Aosta and Turin). The Asti cathedral school stands out among the southern diocese for its cultural dynamism.
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The essay examines the accounting registers produced by the cathedral chapter of Turin in the late Middle Ages. These registers are important sources for the study of the role of canons in the cura animarum and in the pastoral practice... more
The essay examines the accounting registers produced by the cathedral
chapter of Turin in the late Middle Ages. These registers are important sources for the study of the role of canons in the cura animarum and in the pastoral practice within the churches that formed the ecclesiastical complex of the cathedral. The economic management of the cathedral chapter shows the actions of the pastoral care of a parish undertaken by the canons, for example the remarkable expenses for liturgical celebrations or to the benefit of the fabrica of the cathedral church. The appreciable investments made by the chapter in ‘parochial’ themes are important markers of the centrality of the cathedral parish system in the ecclesiastical, civil and economic life.
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Attraverso la lente della retorica accademica vengono osservate le posizioni assunte dai corpi dello Studium generale nei confronti dello spazio urbano e della società cittadina in cui si trovarono ad operare. La questione posta al centro... more
Attraverso la lente della retorica accademica vengono osservate le posizioni assunte dai corpi dello Studium generale nei confronti dello spazio urbano e della società cittadina in cui si trovarono ad operare. La questione posta al centro del saggio è se gli universitari, categoria di intellettuali fortemente mobile, nelle forme di pubblica autorappresentazione espresse negli "actus publici", abbiano ritenuto importante edificare un'immagine di radicamento e di appartenenza o se piuttosto si siano orientati verso espressioni di apparentamento in corpi sociali distinti da quelli cittadini. Dinanzi a una dinamica e variegata prassi, l’oratoria universitaria non sembra avere rappresentato lo spazio in cui mettere a punto vere e proprie riflessioni sull’appartenenza dell’intellettuale alla civitas. Fu semmai un efficace strumento di definizione di un corpo sociale “altro” e di modelli identitari che differenziarono l’universitario da ulteriori gruppi della tradizionale tassonomia sociale, come quelli dei chierici o dei "nobiles". Il pensiero dell’intellettuale che affiora dai sermoni accademici illumina principalmente la sua condizione di “straniero”, insieme all’appartenenza a una "civilitas" di simili, fondata su comuni saperi e formalizzata da specifiche “patenti di appartenenza”, rappresentate dalla matricula.
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This essay examines the structure, the languages and the comic situations of some humanistic Comedies written in the milieu of the Pavia Studium generale in the first half of the fifteenth century, with a particular focus on the De falso... more
This essay examines the structure, the languages and the comic situations of some humanistic Comedies written in the milieu of the Pavia Studium generale in the first half of the fifteenth century, with a particular focus on the De falso hypocrita by the humanist and jurist Mercurino Ranzo (1437). These Comedies describe interesting aspects of the urban society and of the student mentality: the authors, especially Mercurino Ranzo, drew often from the urban culture (also from the justice system, as is suggested in this essay) a large part of plots and the languages which are the basis of the comicality of their humanistic Comedies.
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Sono analizzati i percorsi di formazione culturale dell’ufficialità al servizio degli Angiò nell’Italia nord-occidentale e le loro connessioni con le funzioni richieste dai diversi incarichi. Il possesso di un’adeguata preparazione... more
Sono analizzati i percorsi di formazione culturale dell’ufficialità al servizio degli Angiò nell’Italia nord-occidentale e le loro connessioni con le funzioni richieste dai diversi incarichi. Il possesso di un’adeguata preparazione professionale favorì l’accesso agli uffici dei comparti politico-giudiziario e fiscale (vicario, capitano del Popolo, giudice, clavaro) del sistema di governo locale. Il profilo culturale di questi ufficiali angioini, che assunse differenti connotazioni nei centri urbani dell’area subalpina occidentale rispetto a quelli del Piemonte orientale e delle città lombarde ed emiliane, è caratterizzato in linea generale da una formazione nel diritto, come indicano i titoli che qualificano i percorsi di studio degli officiales e la natura delle loro biblioteche. Soprattutto i giudici al servizio dei vicari angioini realizzarono talvolta un’alta formazione giuridica nelle principali università italiane (Bologna, Padova, Napoli) e nelle scholae di diritto attive nei centri medio-padani (Reggio Emilia, Modena, Parma). Diversi clavari, i quali dovevano possedere competenze contabili e di scrittura, erano appellati con il titolo di "magister", che indicava una formazione intellettuale di alto livello, e provenivano dal mondo dei chierici.
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Viene analizzato il sermone composto dal giurista dronerese Giacomo Falco in lode del marchese di Saluzzo Ludovico I, databile alla fine degli anni trenta del Quattrocento e trasmesso nel codice Ambrosiano H 192 inf. Nella sua orazione... more
Viene analizzato il sermone composto dal giurista dronerese Giacomo Falco in lode del marchese di Saluzzo Ludovico I, databile alla fine degli anni trenta del Quattrocento e trasmesso nel codice Ambrosiano H 192 inf. Nella sua orazione Falco inserisce alcuni riferimenti al martirio di san Costanzo, dall’oratore associato ai milites della legione Tebea: la precocità di tale elaborazione letteraria rendono il testo retorico di Falco una rilevante testimonianza del processo di reinterpretazione di un antico culto locale a opera di letterati del milieu culturale vicino alla casa marchionale.
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Il saggio affronta lo studio dei centri di insegnamento nelle corti signorili dell’Italia nord-occidentale nei secoli XIV-XV. Lo sviluppo della scuola di corte nel tardo medioevo presso i Visconti-Sforza, i Savoia e due principati minori... more
Il saggio affronta lo studio dei centri di insegnamento nelle corti signorili dell’Italia nord-occidentale nei secoli XIV-XV. Lo sviluppo della scuola di corte nel tardo medioevo presso i Visconti-Sforza, i Savoia e due principati minori dell’area oggetto di studio, cioè i marchesati di Saluzzo e di Monferrato, fu strettamente dipendente dalle inclinazioni culturali delle casate al potere, tutte profondamente a contatto tra loro, anche sul piano delle relazioni parentali. Verso la formazione del futuro regnante si orientò parte della più aggiornata precettistica pedagogica dell’umanesimo, fondata su temi già presenti nei programmi di insegnamento delle scuole dei maestri privati e delle scuole comunali di livello superiore. Lo spazio della corte divenne un collettore di esperienze, anche pedagogiche, molto spesso maturate altrove, in cui fu coinvolta, soprattutto nel caso della famiglia Visconti-Sforza, una parte considerevole dei maggiori esponenti della cultura umanistica lombarda. La ricostruzione del quadro della docenza ha evidenziato la forte mobilità di modelli pedagogici e di maestri-letterati fra le diverse corti, il cui primo centro di irradiazione fu il ducato di Milano. Questi transiti ripropongono, sul piano dell’organizzazione scolastica di corte, la stessa tendenza all’imitatio che i piccoli principati rivelarono nella riproduzione degli apparati amministrativi dei maggiori Stati regionali.

This article presents an overview of the role of the schools in the aristocratic courts in the north west regions of Italy during the XIV-XV centuries. The development, during the Late Middle Ages, of the court schools of the Visconti-Sforza and Savoia families and that of the two minor dominations in the area considered in the study, the marquisates of Saluzzo and the marquisates of Monferrato, was deeply influenced by the cultural interests of the dinasty in power, all deeply related with one another, also by means of kinship relations. Part of the leading didactic literary production of Humanism began to focus on the education of future rulers. The court became a point of intersection of pedagogical experiences often developed elsewhere, and it employed, especially in the case of the Visconti-Sforza family, a substantial share of the highest representatives of the humanistic culture in Lombardy. The reconstruction of the teaching scene has drawn attention to the flow of teachers and learning models from one court to another, finding in the duchy of Milan its first spring. This mobility exhibits the same inclination towards imitatio shown by smaller principalities in replicating the administrative bodies of the bigger regional States, also in the context of organizing court educational centres.
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Sono studiate le relazioni che, nel corso del Quattrocento, si instaurarono tra lo Studio del convento minoritico di San Francesco di Chieri e la facoltà di teologia dell’Università di Torino, nella quale gli insegnamenti erano affidati... more
Sono studiate le relazioni che, nel corso del Quattrocento, si instaurarono tra lo Studio del convento minoritico di San Francesco di Chieri e la facoltà di teologia dell’Università di Torino, nella quale gli insegnamenti erano affidati ai magistri delle comunità mendicanti cittadine. L’analisi di due libri contabili del convento chierese, relativi al primo e all’ultimo trentennio del XV secolo, ha permesso di ricostruire alcuni aspetti della docenza nello Studio conventuale e di definire la composizione della comunità minoritica e la circolazione libraria all’interno di essa, verificando le mutazioni sull’organizzazione scolastica conventuale seguite al trasferimento in Chieri dell’Università di Torino negli anni 1427-1434. È emerso il notevole ampliamento della comunità di frati e la maggiore articolazione della docenza al suo interno, frequentata da fratres che, in diversi casi, conseguirono in seguito i gradi accademici presso le università attive nella provincia dell’ordine e, talvolta, nella facoltà teologica di Parigi. La comunità minoritica chierese continuò a mantenere un importante ruolo nella formazione intellettuale dei fratres minori della Custodia Pedemontis anche dopo il ritorno dello Studio generale in Torino.
This essay examines the contacts between the Studium conventualis of the franciscan convent in Chieri and the faculty of Theology of the University of Turin during the fifteenth century. Through the analysis of two account books of the convent of Chieri (1402-1430; 1472-1497) were investigated the composition of the community of Minors, the circulation of books in its various forms among the friars and the mutations of the Studium conventualis organization that followed the transfer to the University of Turin in Chieri (1427-1434). It was identified a significant expansion of the community of Minors and a remarkable articulation of teaching in it: several fratres who attended the conventual school graduated later at universities in the franciscan Province of Genova or, sometimes, in the theological faculty of Paris. The Minors of San Francesco in Chieri continued to play an important role in the intellectual formation of friars of the Custodia Pedemontis after the return of Studium generale in Turin.
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Review: Scuole e maestri dall’età antica al medioevo. Atti della Giornata di Studi (Roma, 10 dicembre 2015), a cura di Laura Mecella e Luigi Russo, Roma, Edizioni Studium, 2017 (Cultura. Studium, 89), in «Medioevo greco», 18 (2018), pp.... more
Review: Scuole e maestri dall’età antica al medioevo. Atti della Giornata di Studi (Roma, 10 dicembre 2015), a cura di Laura Mecella e Luigi Russo, Roma, Edizioni Studium, 2017 (Cultura. Studium, 89), in «Medioevo greco», 18 (2018), pp. 486-488.
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Review: La civiltà del latte. Fonti, simboli e prodotti dal Tardoantico al Novecento. Atti dell’incontro nazionale di studio (Brescia, 29-31 maggio 2008), a cura di Gabriele Archetti, Angelo Baronio, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia... more
Review: La civiltà del latte. Fonti, simboli e prodotti dal Tardoantico al Novecento. Atti dell’incontro nazionale di studio (Brescia, 29-31 maggio 2008), a cura di Gabriele Archetti, Angelo Baronio, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2011 (Storia, cultura e società, 3), in: «Civiltà bresciana», 20 (2011), fasc. 2-3, pp. 237-242.
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Review: Timoteo Maffei, In sanctam rusticitatem litteras impugnantem, a cura di P.S. De Corso, Verona, Archivio Storico Curia Diocesana, 2000, in: «Giornale storico della letteratura italiana», 178 (2001), fasc. 582, pp. 278-285.
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Review: Lauree pavesi nella prima metà del ‘500. I. (1500-1512), a cura di Elisabetta Canobbio, Milano, Cisalpino, 2017 (Fonti e studi per la storia dell’Università di Pavia, 71), in: «Annali di storia delle università italiane», 21... more
Review: Lauree pavesi nella prima metà del ‘500. I. (1500-1512), a cura di Elisabetta Canobbio, Milano, Cisalpino, 2017 (Fonti e studi per la storia dell’Università di Pavia, 71), in: «Annali di storia delle università italiane», 21 (2017), fasc. 2, pp. 337-340.
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Review: Irma Naso, “Magistri, scholares, doctores”. Il mondo universitario a Torino nel Quattrocento, Torino, Silvio ZamoraniEditore, 2016, in: Studi Piemontesi, 46 (2017), fasc. 1, pp. 295-297.
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Review: Agostino Sottili, Università e cultura: studi sui rapporti italo-tedeschi nell’età dell’Umanesimo, Goldbach, Keip, 1993 (Bibliotheca eruditorum, 5), in: Aevum, 69 (1995), pp. 463-467.
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Review: Sabine Reichert, Die Kathedrale der Bürger. Zum Verhältnis von mittelalterlicher Stadt und Bischofskirche in Trier und Osnabrück (Westfalen in der Vormoderne. Studien zur mittelalterlichen und frühneuzeitlichen Landesgeschichte,... more
Review: Sabine Reichert, Die Kathedrale der Bürger. Zum Verhältnis von mittelalterlicher Stadt und Bischofskirche in Trier und Osnabrück (Westfalen in der Vormoderne. Studien zur mittelalterlichen und frühneuzeitlichen Landesgeschichte, Bd. 22), Münster, Aschendorff, 2014, pp. 235.
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Review: AGOSTINO SOTTILI, Scritti petrarcheschi, a cura di FABIO DELLA SCHIAVA-ANGELO DE PATTO-CARLA MARIA MONTI, Roma-Padova, Editrice Antenore, 2015, p. XIII, 297 (Studi sul Petrarca, 44).
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