- Philosophy, Thanatology - Death Studies, Thanatology, Bioethics, Death, Life extension, Aesthetics, Gunther Anders, and 22 moreGerman Idealism, Ontology, Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, Theoretical Philosophy, German Romanticism, Estetica, Simbologia, Antropología, Filosofía, Transhumanism/Posthumanism, Philosophy of Nature, Philosophies of Human Nature, Human Enhancement, Humanities, Digital Humanities, Critical Posthumanism, Posthumanism, Post-Human, Post-Humanism, Humanism, Anti-Humanism, and Post-Humanism, Digital death, and Hermeneuticsedit
- - Postdoctoral Fellow at the Philosophy Department, University of Turin. - Scientific Director – Project on “Remember... more- Postdoctoral Fellow at the Philosophy Department, University of Turin.
- Scientific Director – Project on “Remember me. Digital images and thoughts to narrate who we have been” (#Hackunito for Ageing), University of Turin.
- Member of Scientific Committee – Infine Onlus (Torino).
- Editor and Member of Scientific Direction – “Si può dire morte” (Infine Onlus blog).
- Adjunct Professor, Master “Death Studies & the End of Life”, Department of Philosophy, Sociology, Education and Applied Psychology, University of Padua.
- Research Fellow - CeSPeC, Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (Center Studies on the Contemporary Thought, Cuneo).
Qualified “Professore di II Fascia” (ASN), Theoretical Philosophy, 11/C1, in Italian Universities (valid from 28/03/2017 to 28/03/2023).
Areas of Specialization:
Thanatology, Death Studies, Digital Death, Posthumanism, German Romanticism, German Idealism.edit
La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondanti dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l'esperienza del morire vive oggi una situazione... more
La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondanti dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l'esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all'improvviso dagli schermi dei nostri telefoni. Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online. Social network, chat, siti web costituiscono insieme, ad oggi, il più grande cimitero del mondo. Il territorio esplorato dalla fantascienza, dalla fiction e, recentemente, da una delle serie più perturbanti che mette al centro della sua riflessione il rapporto tra uomo e tecnologia, Black Mirror, sembra superato dalle nuove intelligenze artificiali. Sono già disponibili bot con cui dialogare e capaci di interpretare i nostri stati d'animo per poi sostituirsi a noi quando saremo trapassati, e continuare a parlare con i nostri cari; il profilo Facebook che consultiamo compulsivamente più volte al giorno, quando mancheremo, diventerà una vera e propria lapide virtuale, e i nostri amici potranno continuare a farci gli auguri ogni anno nell'aldilà. E ancora, il web è diventata la più grande piazza pubblica per celebrare il ricordo o condividere anche l'esperienza privata del lutto. Insieme piangiamo i nostri cari, insieme ricordiamo i nostri beniamini. Insieme, in un futuro prossimo, vivremo una seconda vita nella realtà virtuale. Davide Sisto, giovane filosofo che da lungo tempo ha consacrato i suoi studi alla relazione tra morte e cultura digitale, per la prima volta mette insieme un discorso interpretativo che ha al centro il rapporto nuovo della nostra società con la morte indotto dall'avanzamento tecnologico. La morte si fa social è il miglior esempio di umanesimo capace di confrontarsi con l'era digitale. L'uomo ha sempre pensato la morte. Oggi più che mai, il digitale offre un'opportunità per ripensare la morte in una prospettiva rivoluzionata.
Marco Bracconi (Repubblica, 26 agosto 2018): http://ricerca.repubblica.it/…/per-sempre-connessi-con-lald…
Lo speciale di "Mind. Mente & cervello" (settembre 2018): http://www.lescienze.it/…/il_numero_di_mind_di_settembre-4…/
Francesco Paolo De Ceglia (Il Tascabile, 30 agosto 2018): http://www.iltascabile.com/societa/morte-social/
Marco Bracconi (Repubblica, 26 agosto 2018): http://ricerca.repubblica.it/…/per-sempre-connessi-con-lald…
Lo speciale di "Mind. Mente & cervello" (settembre 2018): http://www.lescienze.it/…/il_numero_di_mind_di_settembre-4…/
Francesco Paolo De Ceglia (Il Tascabile, 30 agosto 2018): http://www.iltascabile.com/societa/morte-social/
Research Interests:
L’estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi: ciò che diceva Ovidio, nelle Metamorfosi, rappresenta lo slogan perfetto per capire il mondo in cui stiamo vivendo. Gli inediti intrecci tra naturale e artificiale, le teorie... more
L’estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi: ciò che diceva Ovidio, nelle Metamorfosi, rappresenta lo slogan perfetto per capire il mondo in cui stiamo vivendo. Gli inediti intrecci tra naturale e artificiale, le teorie dell’homo cyborg, la progressiva medicalizzazione della società, il ruolo del corpo nella realtà del virtuale e l’incidenza del “post-umano” nell’attuale spazio pubblico rendono sempre più complicato stabilire una volta per tutte cosa sia la natura umana.
Il presente volume propone un quadro esaustivo dei modi in cui oggi pensiamo la natura umana, introducendosi nell’universo del post-umano e cercando di analizzare le conseguenze epistemologiche, etiche e politiche del problematico rapporto vigente tra natura, tecnica e cultura nel mondo contemporaneo.
Il volume contiene saggi di Remo Bodei, Ubaldo Fadini, Mark Hunyadi, Guillaume Le Blanc, Giuseppe O. Longo, Roberto Marchesini, Alberto Pirni, Vallori Rasini, Emanuele Rossi, Davide Sisto, Valentina Sonzogni.
Il presente volume propone un quadro esaustivo dei modi in cui oggi pensiamo la natura umana, introducendosi nell’universo del post-umano e cercando di analizzare le conseguenze epistemologiche, etiche e politiche del problematico rapporto vigente tra natura, tecnica e cultura nel mondo contemporaneo.
Il volume contiene saggi di Remo Bodei, Ubaldo Fadini, Mark Hunyadi, Guillaume Le Blanc, Giuseppe O. Longo, Roberto Marchesini, Alberto Pirni, Vallori Rasini, Emanuele Rossi, Davide Sisto, Valentina Sonzogni.
Research Interests:
Traduzione in spagnolo del libro: D. Sisto, "Schelling. Tra natura e malinconia" (Milano 2016)
Research Interests:
ISBN: 978-989-8848-23-9
EMSE EDAPP., S.L., 2016 - Lisboa
Traduzione in portoghese del libro "Schelling, tra natura e malinconia" (Hachette 2016)
EMSE EDAPP., S.L., 2016 - Lisboa
Traduzione in portoghese del libro "Schelling, tra natura e malinconia" (Hachette 2016)
Research Interests:
Philosophical Paths in the Public Sphere The essays in this volume, structured like a small dictionary, investigate some themes philosophically relevant to the public sphere, such as: common sense, death, individuation, liberty,... more
Philosophical Paths in the Public Sphere
The essays in this volume, structured like a small dictionary, investigate some themes philosophically relevant to the public sphere, such as: common sense, death, individuation, liberty, public/private, responsibility, secularisation, social justice, work. They explore some philosophical lines of thought, some paths, within that sphere, which inevitably cross one another, from one essay to the next. Their aim is to show the relevance of philosophical reflection on the public sphere - the place in which philosophy ultimately finds its historical a priori and its very reason for being.
Gaetano Chiurazzi is Professor of Philosophy at the University of Turin.
Davide Sisto is Research Fellow at the University of Turin.
Søren Tinning is a Ph.D. student at the University of Turin.
The essays in this volume, structured like a small dictionary, investigate some themes philosophically relevant to the public sphere, such as: common sense, death, individuation, liberty, public/private, responsibility, secularisation, social justice, work. They explore some philosophical lines of thought, some paths, within that sphere, which inevitably cross one another, from one essay to the next. Their aim is to show the relevance of philosophical reflection on the public sphere - the place in which philosophy ultimately finds its historical a priori and its very reason for being.
Gaetano Chiurazzi is Professor of Philosophy at the University of Turin.
Davide Sisto is Research Fellow at the University of Turin.
Søren Tinning is a Ph.D. student at the University of Turin.
Research Interests:
Per Vladimir Jankélévitch l’uomo è davanti alla morte come davanti alla profondità superficiale del cielo notturno: non sa a cosa dedicarsi e la sua riflessione resta senza materia. Il legame tra il pensiero e la morte diviene ancor più... more
Per Vladimir Jankélévitch l’uomo è davanti alla morte come davanti alla profondità superficiale del cielo notturno: non sa a cosa dedicarsi e la sua riflessione resta senza materia. Il legame tra il pensiero e la morte diviene ancor più problematico quando i progressi della medicina consentono di delimitare nella morte due dimensioni non distinte dalla natura: la cessazione dell’attività neurologica e la cessazione dell’attività cellulare.
Il volume ricostruisce il percorso teorico che porta dal ruolo simbolico della morte nella vita (Schelling, Fechner e il romanticismo tedesco) alla sua rimozione socio-culturale nel XX secolo (Scheler, Jonas, Baudrillard, Morin) e all’idea contemporanea che la medicina e la tecnologia possano realizzare l’immortalità terrena (Günther Anders, il post-umano). Tale percorso evidenzia la centralità del tema della morte per comprendere, da una parte, il ruolo dell’uomo nel mondo e per capire, dall’altra, le trasformazioni subite dal rapporto tra naturale e artificiale.
Indice:
Ringraziamenti 5
Prefazione di Ugo Ugazio 7
Introduzione
La realtà della morte 11
1. Nichelini, colibrì e barrette di cioccolato 11
2. Esercitarsi a morire: disprezzo per la servitù
e ode all’educazione 22
3. Lontano dallo stordimento: la coscienza della morte 28
4. Latenza di immagine e anarchia oltre la soglia 34
Capitolo Primo
La morte nella vita
Narrazione e romanticismo 41
1. La filosofia cosmopolita.
Nostalgia di essere a casa ovunque 41
2. Take me down. Into the cold dead earth:
la morte simbolica 47
3. Morte come decrescita: il caso Clara di F.W.J. Schelling 63
4. Memoria, sentimento, ricordo: la trama spirituale 70
Capitolo Secondo
La morte fuori dalla vita
Scienza e post-umano 81
1. La filosofia del metalivello.
L’uno è quello che non è l’altro 81
2. Che cos’è la morte naturale? 99
3. Astrazione e artificio: la morte naturale non esiste 115
4. Ciclo industriale, narcosi del dolore e uomo-Caio:
la morte rimossa 136
5. L’invidia delle pesche sciroppate.
Riproduzione in serie e fotografie 155
6. La morte della morte? L’uomo (troppo) post-umano 169
Conclusione 189
1. “Con dolcezza mi ha rammentato che tutti
dobbiamo morire” 189
Bibliografia essenziale 199
http://www.edizioniets.com/Scheda.asp?N=9788846738516&from=collana
Il volume ricostruisce il percorso teorico che porta dal ruolo simbolico della morte nella vita (Schelling, Fechner e il romanticismo tedesco) alla sua rimozione socio-culturale nel XX secolo (Scheler, Jonas, Baudrillard, Morin) e all’idea contemporanea che la medicina e la tecnologia possano realizzare l’immortalità terrena (Günther Anders, il post-umano). Tale percorso evidenzia la centralità del tema della morte per comprendere, da una parte, il ruolo dell’uomo nel mondo e per capire, dall’altra, le trasformazioni subite dal rapporto tra naturale e artificiale.
Indice:
Ringraziamenti 5
Prefazione di Ugo Ugazio 7
Introduzione
La realtà della morte 11
1. Nichelini, colibrì e barrette di cioccolato 11
2. Esercitarsi a morire: disprezzo per la servitù
e ode all’educazione 22
3. Lontano dallo stordimento: la coscienza della morte 28
4. Latenza di immagine e anarchia oltre la soglia 34
Capitolo Primo
La morte nella vita
Narrazione e romanticismo 41
1. La filosofia cosmopolita.
Nostalgia di essere a casa ovunque 41
2. Take me down. Into the cold dead earth:
la morte simbolica 47
3. Morte come decrescita: il caso Clara di F.W.J. Schelling 63
4. Memoria, sentimento, ricordo: la trama spirituale 70
Capitolo Secondo
La morte fuori dalla vita
Scienza e post-umano 81
1. La filosofia del metalivello.
L’uno è quello che non è l’altro 81
2. Che cos’è la morte naturale? 99
3. Astrazione e artificio: la morte naturale non esiste 115
4. Ciclo industriale, narcosi del dolore e uomo-Caio:
la morte rimossa 136
5. L’invidia delle pesche sciroppate.
Riproduzione in serie e fotografie 155
6. La morte della morte? L’uomo (troppo) post-umano 169
Conclusione 189
1. “Con dolcezza mi ha rammentato che tutti
dobbiamo morire” 189
Bibliografia essenziale 199
http://www.edizioniets.com/Scheda.asp?N=9788846738516&from=collana
Research Interests:
This essay aims at showing how philosophical studies, and especially those in the theoretical domain, can be useful when working in the inter-disciplinary field of thanatology. Firstly, the essay will clarify what thanatology is and... more
This essay aims at showing how philosophical studies, and especially those in the theoretical domain, can be useful when working in the inter-disciplinary field of thanatology. Firstly, the essay will clarify what thanatology is and briefly describe its three main branches (Death Studies, Death Education, Digital Death). Secondly, it will show the role of thanatology inside our present-day meta-philosophical debate, and highlight what kind of philosophical approach can be useful when tackling issues regarding the end of life. Our final aim is to rethink the role of philosophy inside the public space and its relationship with other branches of knowledge - both in the field of humanities and of science - so as to complement its specific theoretical features with its potential educational intent.
Research Interests:
Research Interests:
Research Interests:
In this essay, I try to tackle some of the most relevant topics concerning the so-called Digital Death. In particular, I try to highlight how our relationship with death has been changing with the spread of digital culture. The core... more
In this essay, I try to tackle some of the most relevant topics concerning the so-called Digital Death. In particular, I try to highlight how our relationship with death has been changing with the spread of digital culture. The core concept of " posthumous interaction " allows us to understand when data can be said to be " alive " or " dead ". The starting point is the distinction between biological life and digital life in all individuals. From here we can make some fundamental considerations about two concepts that are very important nowadays: digital legacy and digital immortality. The analysis of these two concepts allows us to understand that it is now impossible to grasp the social and cultural meaning of death without considering the influence of digital culture on the way we live in this world.
Research Interests:
This essay wants to summarize the main features of the so-called Digital Death. It aims at highlighting the most important changes now in progress regarding the end of life, immortality, our grieving process and memory. The essay will... more
This essay wants to summarize the main features of the so-called Digital Death. It aims at highlighting the most important changes now in progress regarding the end of life, immortality, our grieving process and memory. The essay will therefore describe the so-called “digital ghosts”, underline the way in which social networks can be seen as graveyards, show the changes brought about by technology in our relationship with sickness, analyze high-tech inventions related to funeral rites. The aim is providing the reader with a general outline of how digital technologies have gained a role in the relationship between life and death.
Research Interests:
This essay will firstly recapitulate the main features of Elias Canetti’s struggle against death, seen as the source of a noxious kind of bond between power and survival. Secondly, the aim of this essay will be to highlight the main... more
This essay will firstly recapitulate the main features of Elias Canetti’s struggle against death, seen as the source of a noxious kind of bond between power and survival. Secondly, the aim of this essay will be to highlight the main negative consequences of a possible war against death: namely, the socio-cultural removal of death and the development of immortalist theories and of transhumanism. Thirdly, and lastly, we
will try to demonstrate that there cannot be an identity without mortality, namely a life without the presence of death. The very acceptance of death as an integral part of life is what represents an important opportunity to rediscover the value of our existential vulnerability, that must be set against the noxious and inhuman bond between power and survival.
will try to demonstrate that there cannot be an identity without mortality, namely a life without the presence of death. The very acceptance of death as an integral part of life is what represents an important opportunity to rediscover the value of our existential vulnerability, that must be set against the noxious and inhuman bond between power and survival.
Research Interests:
"La consulenza etica nella chirurgia urologica nell’anziano fragile affetto da patologia oncologica" a cura di: Dott. R. Borsa, Dott. R. Rossi, Dott. D. Rosso, Inf. F. Alladio, Dott. P. Coppola, Dott. Davide Sisto. Il documento allegato,... more
"La consulenza etica nella chirurgia urologica nell’anziano fragile affetto da patologia oncologica" a cura di: Dott. R. Borsa, Dott. R. Rossi, Dott. D. Rosso, Inf. F. Alladio, Dott. P. Coppola, Dott. Davide Sisto.
Il documento allegato, opportunamente aggiornato rispetto a quello presentato al XXIV Congresso Nazionale AURO tenutosi a Pisa dal 19 al 21 maggio 2017, sarà proposto al XXV Congresso Auro che si terrà a Roma dal 10 al 12 maggio.
Il documento allegato, opportunamente aggiornato rispetto a quello presentato al XXIV Congresso Nazionale AURO tenutosi a Pisa dal 19 al 21 maggio 2017, sarà proposto al XXV Congresso Auro che si terrà a Roma dal 10 al 12 maggio.
Research Interests:
Research Interests:
Today, reconnecting the disconnected is one of the main goals of digital culture concerning death and immortality. Particularly, the popular spread of social networks such as Facebook has accentuated the distinction between electronic and... more
Today, reconnecting the disconnected is one of the main goals of digital culture concerning death and immortality. Particularly, the popular spread of social networks such as Facebook has accentuated the distinction between electronic and biological identity, the effects of which become disruptive on the way we usually understand death and elaborate grief. Through the analysis of some projects in the domain of the so-called Digital Death, an unprecedented and interdisciplinary research field, the present essay wants to highlight the positive and negative aspects of the influence of digital culture on death as an event: only by being responsibly aware that death is not only the end of life, but also its most intimate aim, it is possible to see, within the possibility of reconnecting the disconnected , an opportunity to use at their best the tools offered by digital culture concerning the end of life.
Research Interests:
This paper analyzes the concept of Digital Death as related to post-humanism. In the first part, the article highlights the features of the dialectic between life and death and how said dialectic is changed by the spread of digital... more
This paper analyzes the concept of Digital Death as related to post-humanism. In the first part, the article highlights the features of the dialectic between life and death and how said dialectic is changed by the spread of digital culture. In the second part, it dwells on some digital devices aimed at dissociating electronic identity from biological existence, so as to reach a form of immortality. In opposition to these devices, we find social networks, with their intersubjective nature that, as it updates the philosophical concept of Geisterwelt, brings death back at the core of life. In the third and last part, the paper compares digital devices and social networks, underlining the difference between those who want to remove death from life and those who want to preserve the educational role of death in our life.
Research Interests:
The present paper analyzes, first of all, some of the most common practical strategies used nowadays against the process of aging (starting from Aubrey de Grey’s studies); it then proceeds to bring to light other scientific and... more
The present paper analyzes, first of all, some of the most common practical strategies used nowadays against the process of aging (starting from Aubrey de Grey’s studies); it then proceeds to bring to light other scientific and technological theories that, aiming at overcoming the human with the posthuman in the near future, try to find the elixir of eternal life and youth. Our final aim is to give to the reader a fairly complete overview of the relationship between human enhancement and end of life in the area both of scientific and humanistic research.
Research Interests:
The Philosophy of the Posthuman: A Critical Reading of Francesca Ferrando’s Philosophical Posthumanism and its Others. Drawing on the suggestions provided by Francesca Ferrando’s Il Postumanesimo Filosofico e le sue Alterità, this article... more
The Philosophy of the Posthuman: A Critical Reading of Francesca Ferrando’s Philosophical Posthumanism and its Others. Drawing on the suggestions provided by Francesca Ferrando’s Il Postumanesimo Filosofico e le sue Alterità, this article analyzes the philosophical notion of Posthumanism. After exploring the origins of this concept, it also illustrates its main features as described in Ferrando's essay and compares it to the concept of Transhumanism.
Research Interests:
Research Interests:
Intervista con Stefano Colavita sul tema della morte e dell'immortalità digitale
Research Interests:
Abstract: This essay wants to show how the philosophical concepts of biocentrism, epigenetic development of cosciousness, and multi-identity are central to a post-humanist thought that aims at preserving hybridization and... more
Abstract: This essay wants to show how the philosophical concepts of biocentrism, epigenetic development of cosciousness, and multi-identity are central to a post-humanist thought that aims at preserving hybridization and cross-fertilization between the natural and the artificial. In this light, the above-mentioned concepts are analyzed in the first place inside Schelling's philosophy, where they are developed as opposed to Fichte's anthropocentrism. The present essay therefore highlights the consequences of Schelling's concepts on the development of post-humanism in the contemporary age.
Animal Studies, n. 15/2017, pp. 36-46
Animal Studies, n. 15/2017, pp. 36-46
Research Interests:
Il presente saggio intende soffermarsi sulle trasformazioni che subisce la morte con l’avvento della cultura digitale. In particolar modo, il saggio analizza come cambia l'esperienza del commiato, del lutto e del ricordo all'interno di... more
Il presente saggio intende soffermarsi sulle trasformazioni che subisce la morte con l’avvento della cultura digitale. In particolar modo, il saggio analizza come cambia l'esperienza del commiato, del lutto e del ricordo all'interno di Facebook, attualmente il più grande cimitero che vi sia al mondo. Facebook va pensato come una specie di biografia durevole della persona defunta e, al tempo stesso, come il corpo tecnologico che conserva lo spirito delle persone, una volta che sono morte fisicamente. Ne segue l’analisi delle conseguenze sia positive sia negative di questo particolare rapporto tra il morire e la cultura digitale.
This essay wants to study how death has changed in the light of digital culture. Particularly, it analyses the transformations in the experience of parting, grief and memory inside Facebook, which is at the moment the largest cemetery in the world. We must consider Facebook as a sort of enduring biography of the deceased person and, at the same time, as the technological body that preserves the soul once the individual has physically died. The essay then proceeds to analyse both the positive and the negative consequences of this peculiar relationship between dying and digital culture.
This essay wants to study how death has changed in the light of digital culture. Particularly, it analyses the transformations in the experience of parting, grief and memory inside Facebook, which is at the moment the largest cemetery in the world. We must consider Facebook as a sort of enduring biography of the deceased person and, at the same time, as the technological body that preserves the soul once the individual has physically died. The essay then proceeds to analyse both the positive and the negative consequences of this peculiar relationship between dying and digital culture.
Research Interests:
Research Interests:
Research Interests:
C. Cravero, History of violence, catalogo d'arte
Research Interests:
Demetrio Paparoni (ed.), Mortem Viskum - Works 1993-2016, Skira
Research Interests:
Research Interests:
Taking the cue from some reflections by Walter Benjamin and Eugene Minkowski, the present paper wants to analyze the relationship between death and narration in the age of digital culture. In fact, the so-called “Digital Death”... more
Taking the cue from some reflections by Walter Benjamin and Eugene Minkowski, the present paper wants to analyze the relationship between death and narration in the age of digital culture. In fact, the so-called “Digital Death” revolutionizes our bond with death, with the traditional thought of immortality and with the Geisterwelt. Once the author has defined the “Digital Death”, this paper firstly describes some current forms of digital communication (Eterni.me, Eter9) that try to get rid of death, impoverishing narrations and handed-down knowledge. Secondly, it describes other forms (Facebook and social networks in general) that, on the contrary, offer new resources through which we can enrich our memory of the dead, thus reinvigorating the role of death as an authority from which all narrated stories stem.
Keywords: Digital Death, Immortality, Narration, Social Network, End-Life
Keywords: Digital Death, Immortality, Narration, Social Network, End-Life
Research Interests: Cultural Studies, Philosophy, Media and Cultural Studies, Humanities, Social Networks, and 15 moreDeath, Death Studies, End Of Life Studies, Posthumanism, Digital Culture, Walter Benjamin, Thanatology - Death Studies, Grief (Psychology), Immortality, Narration, Theoretical Philosophy, Ermeneutica, Morte, Fine Vita, and Digital death
The starting point of this essay is one of Günther Anders’ provocative statements, that defines death as a waste of time. This conception of dying is tightly related to the idea according to which living means functioning, and human... more
The starting point of this essay is one of Günther Anders’ provocative statements, that defines death as a waste of time. This conception of dying is tightly related to the idea according to which living means functioning, and human beings should become mechanical entities. Once the negative consequences of this way of thinking have been laid out, especially in the relationship between doctor and patient, this essay wants to rethink the ethics of cure moving from a conception of life where death plays a fundamental and needful role.
Research Interests:
This essay aims at showing how the " mass hermit " , as defined by Günther Anders, is the logical point of arrival of that philosophical process which has interpreted human subjectivity as a closed system, intended as the sum of two... more
This essay aims at showing how the " mass hermit " , as defined by Günther Anders, is the logical point of arrival of that philosophical process which has interpreted human subjectivity as a closed system, intended as the sum of two mechanically overlapped parts: a biological-natural one and a psychological-intellectual one. This figure is counterposed with a subject who is " always already somewhere else, trapped in a senseless distribution " , as defined by Jean Baudrillard. A subject who is intended as a " living circuit " (cf. Schelling), a multi-identity that – like with dissipative structures – is regulated by the dialectical relationship between order and chaos. This essay aims at comparing these two human figures, showing how the philosophical fruitfulness of the second figure can be ascribed to its ontological hybridization with what is not human, beyond any unproductive anthropocentric conception of humanity.
Research Interests:
In L. Candiotto, F. Gambetti (a cura di), "Il diritto alla filosofia. Quale filosofia per il terzo millennio?", Diogene, Bologna 2016, pp. 221-228. Il testo, presentato al convegno internazionale 2016 della SFI (Società Filosofica... more
In L. Candiotto, F. Gambetti (a cura di), "Il diritto alla filosofia. Quale filosofia per il terzo millennio?", Diogene, Bologna 2016, pp. 221-228.
Il testo, presentato al convegno internazionale 2016 della SFI (Società Filosofica Italiana), ha il suo fondamento in un recente libro che ho pubblicato sul tema del morire, “Narrare la morte. Dal romanticismo al post-umano” (ETS, Pisa 2013). Ciò che ha ispirato questo libro è un testo, “Cosa vuol dire morire” (Einaudi 2010), curato da Daniela Monti, la quale - nella Prefazione - evidenzia il carattere esile e infecondo del contributo attuale del pensiero filosofico alle molteplici questioni che definiscono il legame tra l’uomo e la sua morte, così come è oggi articolato. Monti sottolinea l’inefficacia di un pensiero divenuto conservatore: dedito a problemi tecnici di estrema astrattezza, ma rinunciatario dinanzi alla complessità propria di una realtà senza rivestimento sistematico ed estranea alle certezze oggettive che le vengono attribuite da una conoscenza analitica o formale di tipo logico-matematico. A partire da queste suggestioni, ho contrapposto due strategie per affrontare filosoficamente il tema della morte:
1) o cercare di fornire della morte una spiegazione universale di carattere prettamente razionale, costruendo teorie sistematiche a priori con le quali definire ciò di cui non si può però avere un’esperienza effettiva e che quindi è indefinibile. La filosofia del metalivello, quella che ritiene il concetto in grado di esaurire la realtà. Come osserva Habermas: la filosofia, quando si tratta di affrontare le questioni particolari della vita umana, si pone su una sorta di metalivello: la filosofia deve limitarsi a indagare le caratteristiche formali dei processi di autocomprensione, facendo astrazione dai loro contenuti, per cui il metalivello corrisponde alla forma che fagocita il contenuto.
2) o tentare di comprenderne la portata attraverso un approccio multidisciplinare, in cui spiegazione scientifica e narrazione letteraria trovino un armonico punto di convergenza, tenendo conto che è sempre il singolo corpo a fare da tramite tra l’individuo e la sua morte e che il pensiero filosofico nasce come meditazione sulla morte, non come un suo resoconto scientifico. La filosofia cosmopolita (Novalis: la filosofia è «propriamente nostalgia – impulso a essere di casa ovunque»), quella che ritiene che la realtà preceda sempre il concetto e non si lasci esaurire da esso.
Il mio intento è mostrare la necessità di un pensiero filosofico che coniughi l’approccio trascendentale, con la sua specifica metodologia razionale e formale, con quello della narrazione, forma di sapere che antepone la testimonianza al metodo, che preserva le atmosfere dal richiamo all’ordine dettato dal paradigma, che alla costruzione privilegia la ricostruzione. Volendo recuperare la valenza interdisciplinare della filosofia, tesa a ricostruire i fatti concreti della realtà e a fornire un punto di vista sulla realtà, tenendo le sue radici ben conficcate nel terreno della realtà, il mio intento è prendere le distanze da quel processo filosofico che tende «a separare, a compartimentare, a isolare e a non collegare le conoscenze», determinando una concezione insulare dell’umanità, «al di fuori del cosmo che ci circonda e della materia fisica di cui siamo costituiti» (cfr. E. Morin). Consapevole del carattere complesso del reale, l’autentico compito della filosofia è, secondo me, rivelare il significato senza commettere l’errore di definirlo (cfr. H. Arendt).
Il testo, presentato al convegno internazionale 2016 della SFI (Società Filosofica Italiana), ha il suo fondamento in un recente libro che ho pubblicato sul tema del morire, “Narrare la morte. Dal romanticismo al post-umano” (ETS, Pisa 2013). Ciò che ha ispirato questo libro è un testo, “Cosa vuol dire morire” (Einaudi 2010), curato da Daniela Monti, la quale - nella Prefazione - evidenzia il carattere esile e infecondo del contributo attuale del pensiero filosofico alle molteplici questioni che definiscono il legame tra l’uomo e la sua morte, così come è oggi articolato. Monti sottolinea l’inefficacia di un pensiero divenuto conservatore: dedito a problemi tecnici di estrema astrattezza, ma rinunciatario dinanzi alla complessità propria di una realtà senza rivestimento sistematico ed estranea alle certezze oggettive che le vengono attribuite da una conoscenza analitica o formale di tipo logico-matematico. A partire da queste suggestioni, ho contrapposto due strategie per affrontare filosoficamente il tema della morte:
1) o cercare di fornire della morte una spiegazione universale di carattere prettamente razionale, costruendo teorie sistematiche a priori con le quali definire ciò di cui non si può però avere un’esperienza effettiva e che quindi è indefinibile. La filosofia del metalivello, quella che ritiene il concetto in grado di esaurire la realtà. Come osserva Habermas: la filosofia, quando si tratta di affrontare le questioni particolari della vita umana, si pone su una sorta di metalivello: la filosofia deve limitarsi a indagare le caratteristiche formali dei processi di autocomprensione, facendo astrazione dai loro contenuti, per cui il metalivello corrisponde alla forma che fagocita il contenuto.
2) o tentare di comprenderne la portata attraverso un approccio multidisciplinare, in cui spiegazione scientifica e narrazione letteraria trovino un armonico punto di convergenza, tenendo conto che è sempre il singolo corpo a fare da tramite tra l’individuo e la sua morte e che il pensiero filosofico nasce come meditazione sulla morte, non come un suo resoconto scientifico. La filosofia cosmopolita (Novalis: la filosofia è «propriamente nostalgia – impulso a essere di casa ovunque»), quella che ritiene che la realtà preceda sempre il concetto e non si lasci esaurire da esso.
Il mio intento è mostrare la necessità di un pensiero filosofico che coniughi l’approccio trascendentale, con la sua specifica metodologia razionale e formale, con quello della narrazione, forma di sapere che antepone la testimonianza al metodo, che preserva le atmosfere dal richiamo all’ordine dettato dal paradigma, che alla costruzione privilegia la ricostruzione. Volendo recuperare la valenza interdisciplinare della filosofia, tesa a ricostruire i fatti concreti della realtà e a fornire un punto di vista sulla realtà, tenendo le sue radici ben conficcate nel terreno della realtà, il mio intento è prendere le distanze da quel processo filosofico che tende «a separare, a compartimentare, a isolare e a non collegare le conoscenze», determinando una concezione insulare dell’umanità, «al di fuori del cosmo che ci circonda e della materia fisica di cui siamo costituiti» (cfr. E. Morin). Consapevole del carattere complesso del reale, l’autentico compito della filosofia è, secondo me, rivelare il significato senza commettere l’errore di definirlo (cfr. H. Arendt).
Research Interests:
Socrem News, quadrimestrale per i soci della società per la cremazione di Torino, ottobre 2016, p. 7 Una riflessione filosofica sull'eutanasia a partire dalla seguente affermazione del filosofo e medico Georges Canguilhem: la successione... more
Socrem News, quadrimestrale per i soci della società per la cremazione di Torino, ottobre 2016, p. 7
Una riflessione filosofica sull'eutanasia a partire dalla seguente affermazione del filosofo e medico Georges Canguilhem: la successione degli organismi non è altro che "una successione di viventi condannati a essere solo vitali, a vivere cioè, ma senza garanzia di riuscirci totalmente"
Una riflessione filosofica sull'eutanasia a partire dalla seguente affermazione del filosofo e medico Georges Canguilhem: la successione degli organismi non è altro che "una successione di viventi condannati a essere solo vitali, a vivere cioè, ma senza garanzia di riuscirci totalmente"
Research Interests:
in "Estetica", 02/2008
Saggio che analizza i contenuti del "Clara" schellinghiano
Saggio che analizza i contenuti del "Clara" schellinghiano
Research Interests:
in "Studi Tanatologici", numero 6, 2013.
Ricostruzione del concetto di morte nel "Clara" di Schelling.
Ricostruzione del concetto di morte nel "Clara" di Schelling.
Research Interests:
Sul blog "Si può dire morte" rifletto sul lutto collettivo, a partire da una posizione discussa e discutibile dello scrittore olandese Arnon Grunberg, il quale dopo una tragedia che colpì due anni fa principalmente il suo paese, si... more
Sul blog "Si può dire morte" rifletto sul lutto collettivo, a partire da una posizione discussa e discutibile dello scrittore olandese Arnon Grunberg, il quale dopo una tragedia che colpì due anni fa principalmente il suo paese, si dimostrava scettico nei confronti della partecipazione collettiva al lutto, il cui rischio maggiore - secondo lui - è quello di farci cadere nella superficialità o nel bieco nazionalismo. Io la penso in modo differente, ritenendo che il colpo al cuore che si genera, quasi in automatico, quando veniamo a conoscenza di tragedie immani come quella del terremoto nel Centro Italia può diventare un'occasione importante per comprendere il senso della vita e il ruolo delicato della morte al suo interno.
http://www.sipuodiremorte.it/il-lutto-collettivo-ha-senso-provare-dolore-per-la-morte-di-uno-sconosciuto-di-davide-sisto/
http://www.sipuodiremorte.it/il-lutto-collettivo-ha-senso-provare-dolore-per-la-morte-di-uno-sconosciuto-di-davide-sisto/
Research Interests:
This essay wants to illustrate some strategies that have been developed by post-humanist culture against death. Firstly, we will explain why we aim nowadays at a life free from the process of death, since the latter is intended as a waste... more
This essay wants to illustrate some strategies that have been developed by post-humanist culture against death. Firstly, we will explain why we aim nowadays at a life free from the process of death, since the latter is intended as a waste of time. Secondly, moving from an example taken from TV fiction (the Black Mirror series), we will present some philosophical theories that consider the realization of digital skeletons and of artificial men. The common purpose of these theories is to transcend the limits that are imposed to our existence by corporeality. But is a life possible where the technological exceeds the biological? The analysis of these theories, therefore, wants to prove how our individual identity depends both from safeguarding the body and understanding the role of death and of physical imperfections in our life.
Research Interests:
This essay wants to analyse the meaning of the concept of natural death. The starting point will be the distinction made by Jean Améry between the logic-formal language of philosophical thought and the everyday language of common thought.... more
This essay wants to analyse the meaning of the concept of natural death. The starting point will be the distinction made by Jean Améry between the logic-formal language of philosophical thought and the everyday language of common thought. These two languages end up with being mutually incompatible, and this shows how problematic it is to determine a univocal meaning for natural death, and how complex it is nowadays to accept the bond between death and nature. After describing the features of the two languages, this essay will try to find a possible meeting point by highlighting an incontrovertible fact: it is natural that each of us one day must die.
Research Interests:
Research Interests:
È quanto avviene se diamo un valore morale alla malattia. Scambiando la naturale precarietà delle strutture organiche con l’attacco dall’esterno di un nemico, quindi di un male, che vuole conquistare l’organismo di cui si è interessato.... more
È quanto avviene se diamo un valore morale alla malattia. Scambiando la naturale precarietà delle strutture organiche con l’attacco dall’esterno di un nemico, quindi di un male, che vuole conquistare l’organismo di cui si è interessato. Da cui segue l’assegnazione al medico di un ruolo eroico e militaresco
Research Interests:
Il testo è contenuto nel libro "Natura, tecnica e cultura. Profili etico-pubblici del dibattito sulla natura umana", curato da me. Descrizione: L’estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi: ciò che diceva Ovidio, nelle... more
Il testo è contenuto nel libro "Natura, tecnica e cultura. Profili etico-pubblici del dibattito sulla natura umana", curato da me.
Descrizione:
L’estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi: ciò che diceva Ovidio, nelle Metamorfosi, rappresenta lo slogan perfetto per capire il mondo in cui stiamo vivendo. Gli inediti intrecci tra naturale e artificiale, le teorie dell’homo cyborg, la progressiva medicalizzazione della società, il ruolo del corpo nella realtà del virtuale e l’incidenza del “post-umano” nell’attuale spazio pubblico rendono sempre più complicato stabilire una volta per tutte cosa sia la natura umana.
Il presente volume propone un quadro esaustivo dei modi in cui oggi pensiamo la natura umana, introducendosi nell’universo del post-umano e cercando di analizzare le conseguenze epistemologiche, etiche e politiche del problematico rapporto vigente tra natura, tecnica e cultura nel mondo contemporaneo.
Il volume contiene saggi di Remo Bodei, Ubaldo Fadini, Mark Hunyadi, Guillaume Le Blanc, Giuseppe O. Longo, Roberto Marchesini, Alberto Pirni, Vallori Rasini, Emanuele Rossi, Davide Sisto, Valentina Sonzogni.
Descrizione:
L’estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi: ciò che diceva Ovidio, nelle Metamorfosi, rappresenta lo slogan perfetto per capire il mondo in cui stiamo vivendo. Gli inediti intrecci tra naturale e artificiale, le teorie dell’homo cyborg, la progressiva medicalizzazione della società, il ruolo del corpo nella realtà del virtuale e l’incidenza del “post-umano” nell’attuale spazio pubblico rendono sempre più complicato stabilire una volta per tutte cosa sia la natura umana.
Il presente volume propone un quadro esaustivo dei modi in cui oggi pensiamo la natura umana, introducendosi nell’universo del post-umano e cercando di analizzare le conseguenze epistemologiche, etiche e politiche del problematico rapporto vigente tra natura, tecnica e cultura nel mondo contemporaneo.
Il volume contiene saggi di Remo Bodei, Ubaldo Fadini, Mark Hunyadi, Guillaume Le Blanc, Giuseppe O. Longo, Roberto Marchesini, Alberto Pirni, Vallori Rasini, Emanuele Rossi, Davide Sisto, Valentina Sonzogni.
Research Interests:
The present essay aims at showing how the continuous improvement of biotechnology and nanotechnology causes an artificial redesign of human nature. This artificial redesign implies the idea of homo cyborg, the concept of which, as... more
The present essay aims at showing how the continuous improvement of biotechnology and nanotechnology causes an artificial redesign of human nature. This artificial redesign implies the idea of homo cyborg, the concept of which, as developed by some post-human movements, sees man as future maker of himself. The distinguishing features of homo cyborg are the autonomy of rationality and the rejection of physical limitations. The present essay is articulated in the following three parts: 1) analysis of the main points of view which mark the contemporary rationalistic and systematic hermeneutics of man and his behaviors; 2) illustration of the impossibility for this hermeneutics to adhere to the essence of life, the peculiarity of which exceeds the interpretative prerogative of man; 3) explanation of the concepts of “indeterminateness” and “crossroad” as keywords of human nature, that preserve creativity and improvisation as fundamental pedagogical means of improvement of human ability.
in "Itinera. Rivista di filosofia e di teoria delle arti", 10/2015, pp. 395-412.
in "Itinera. Rivista di filosofia e di teoria delle arti", 10/2015, pp. 395-412.
Research Interests:
In this essay, my intention is to explain why a technical conception of death has become predominant in contemporary society. Firstly, I will briefly describe the features that the relationship between life and death has acquired in... more
In this essay, my intention is to explain why a technical conception of death has become predominant in contemporary society. Firstly, I will briefly describe the features that the relationship between life and death has acquired in present-day public space; secondly, I will try to explain the philosophical reasons which are at the basis of those features, starting from Foucault's reading of Bichat. Lastly, I intend to show how the social repression of death is strictly bound to its mechanical interpretation, based on the principle of functioning. From these observations, I believe it is necessary to go back to conceiving death as criterion and measure of life, so as an aspect that defines and structures every single individual from an existential and pedagogical point of view.
Research Interests:
Chi ha ragione tra Aubrey De Grey, in perpetua ricerca della giovinezza e della vita eterne, e Elina Makropulos che, secondo la finzione artistica di Karel Ĉapek e l'analisi teorica del filosofo Bernard Williams, raggiunti i 342 anni di... more
Chi ha ragione tra Aubrey De Grey, in perpetua ricerca della giovinezza e della vita eterne, e Elina Makropulos che, secondo la finzione artistica di Karel Ĉapek e l'analisi teorica del filosofo Bernard Williams, raggiunti i 342 anni di vita, desidera morire poiché una vita senza fine l'ha portata a uno stato di tedio, indifferenza e freddezza? Probabilmente Walter Benjamin quando ci ricorda che è la morte ciò che dà un senso alle nostre narrazioni e alle nostre emozioni, alle nostre ricerche e alle nostre esperienze.
Research Interests:
Il testo mette in luce le conseguenze dell'errore dualistico nell'attuale pensiero del post-umano, percorrendo due differenti sentieri interni a questo movimento filosofico.
Research Interests:
Research Interests:
in C. Sandrin (a cura di), L’immagine come pensiero. Forme e metamorfosi dell’ideale umano da Herder a Benjamin, Trauben Torino, pp. 67-84 (ISBN: 978 88 66980407).
Research Interests:
The present contribution aims at highlighting the fundamental role of the symbol (Sinnbild) in the speculative developments of Schelling's philosophy. The attempt at interpreting God as the inner link between nature and spirit finds its... more
The present contribution aims at highlighting the fundamental role of the symbol (Sinnbild) in the speculative developments of Schelling's philosophy. The attempt at interpreting God as the inner link between nature and spirit finds its conceptual pendant in the mutual reflection of meaning (Sinn) and image (Bild), to which the symbol immediately refers. Hence, the passage from narration as original wisdom to systematic language, which characterizes modern philosophy, is considered as the tragic effect of the original sin, which breaks the link between spirit and nature, between meaning and image. This fracture causes the melancholy of image in the natural world, since the image has lost its meaning. Yet, at the same time, due to its conceptual ambivalence, melancholy is also considered as a positive way that could make possible a reunion of meaning and image and the full realization of God.
Research Interests:
«La natura — scrive Pennac — ha orrore della simmetria, figliolo, non commette mai un simile errore di stile. Ti stupirebbe vedere com’è inespressivo un viso simmetrico, se ne incontrassi uno!». Prendendo spunto dal ruolo dirompente... more
«La natura — scrive Pennac — ha orrore della simmetria, figliolo, non commette mai un simile errore di stile. Ti stupirebbe vedere com’è inespressivo un viso simmetrico, se ne incontrassi uno!».
Prendendo spunto dal ruolo dirompente del corpo nel film "La vita di Adele", cerco di ricostruire l'atteggiamento schizofrenico di attrazione e di ripugnanza nei confronti del corpo nella società contemporanea, tra una visione ponderata e una fanatica dello human enhancement.
http://www.kasparhauser.net/periodici/08%20Woodman/sisto-woodman.html
Prendendo spunto dal ruolo dirompente del corpo nel film "La vita di Adele", cerco di ricostruire l'atteggiamento schizofrenico di attrazione e di ripugnanza nei confronti del corpo nella società contemporanea, tra una visione ponderata e una fanatica dello human enhancement.
http://www.kasparhauser.net/periodici/08%20Woodman/sisto-woodman.html
Research Interests: Death, Posthumanism, The Body, Human Enhancement, Schelling, and 4 moreNature, Human nature, Cyborgs, and Daniel Pennac
Tentativo (Luigi Pareyson), malinconia (F.W.J. Schelling) e morte (Martin Heidegger), estrapolati dal contesto teorico di appartenenza, trovano il loro nesso nell’idea che sia l’ambivalenza l’elemento – di per sé incoerente – che... more
Tentativo (Luigi Pareyson), malinconia (F.W.J. Schelling) e morte (Martin Heidegger), estrapolati dal contesto teorico di appartenenza, trovano il loro nesso nell’idea che sia l’ambivalenza l’elemento – di per sé incoerente – che caratterizza l’essere dell’uomo; essa, nel suo rimando a un’oscillazione ossessiva tra il positivo e il negativo, ne valorizza quella costitutiva apertura all’essere e al mondo, intesa come possibilità costantemente indefinita di realizzare il proprio sé all’interno di un rapporto inscindibile con l’altro, trascendendo così la rigida dicotomia soggetto-oggetto.
Il saggio affronta il passaggio dalla visione simbolica dell'esistenza, elaborata dal romanticismo tedesco a partire dalla nozione di Sinnbild (simbolo come integrazione armonica di senso e immagine), a una in cui il simbolo viene... more
Il saggio affronta il passaggio dalla visione simbolica dell'esistenza, elaborata dal romanticismo tedesco a partire dalla nozione di Sinnbild (simbolo come integrazione armonica di senso e immagine), a una in cui il simbolo viene sostituito dal simulacro. Simulare, vale a dire fingere di avere ciò che non si ha. Attraverso puntuali riferimenti al pensiero di Konrad Lorenz, Jean Baudrillard e Guenther Anders, il saggio mette in luce come il virtuale sia strettamente connesso al simulacro e come tale connessione dipenda da una considerazione negativa del corpo e dell'organico.
http://www.youtube.com/watch?v=r4vjr-Yv7Ig
http://www.youtube.com/watch?v=r4vjr-Yv7Ig
"L’immagine non può essere interpretata soltanto come “riproduzione” e “copia” di un modello originale, ridotta quindi ai soli ambiti della rappresentazione e della finzione. Essa contiene al proprio interno forza istituente e capacità... more
"L’immagine non può essere interpretata soltanto come “riproduzione” e “copia” di un modello originale, ridotta quindi ai soli ambiti della rappresentazione e della finzione. Essa contiene al proprio interno forza istituente e capacità autonoma di creare realtà in senso relazionale, dunque politico, generando altresì immaginari sociali che incidono profondamente sullo sviluppo della società.
Dalla dimensione etico-politica della realtà democratica alle relazioni internazionali, dallo human enhancement al virtuale, dalla moneta al paesaggio: i contributi qui raccolti, esito di un progetto di ricerca del Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (Cespec), analizzano e mettono in discussione con diversi tagli disciplinari le forme, i simboli e le pratiche sociali che segnano il passaggio tra XX e XXI secolo.
L’obiettivo del volume è ripensare l’immagine (e con ciò l’immaginario) come lavorio individuale e collettivo di “montaggio” simbolico della realtà e di costruzione sociale di significati, le cui conseguenze sono determinanti in senso sia positivo sia negativo per gli equilibri etico-politici del mondo contemporaneo.
Il volume contiene i contributi di Roberto Franzini Tibaldeo, Paolo Heritier, Graziano Lingua, Paolo Monti, Roberto Orsi, Giacomo Pezzano, Alberto Pirni, Sergio Racca, Davide Sisto."
Dalla dimensione etico-politica della realtà democratica alle relazioni internazionali, dallo human enhancement al virtuale, dalla moneta al paesaggio: i contributi qui raccolti, esito di un progetto di ricerca del Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (Cespec), analizzano e mettono in discussione con diversi tagli disciplinari le forme, i simboli e le pratiche sociali che segnano il passaggio tra XX e XXI secolo.
L’obiettivo del volume è ripensare l’immagine (e con ciò l’immaginario) come lavorio individuale e collettivo di “montaggio” simbolico della realtà e di costruzione sociale di significati, le cui conseguenze sono determinanti in senso sia positivo sia negativo per gli equilibri etico-politici del mondo contemporaneo.
Il volume contiene i contributi di Roberto Franzini Tibaldeo, Paolo Heritier, Graziano Lingua, Paolo Monti, Roberto Orsi, Giacomo Pezzano, Alberto Pirni, Sergio Racca, Davide Sisto."
" This paper aims at highlighting the problematic relationship between Schelling's philosophy and transcendental thought. In spite of the fundamental new elements brought along by Kant to the history of modern philosophy in contrast... more
"
This paper aims at highlighting the problematic relationship between Schelling's philosophy and transcendental thought. In spite of the fundamental new elements brought along by Kant to the history of modern philosophy in contrast with the nefarious mechanicism of the Enlightenment, Schelling points out three main mistakes in transcendental thought: the separation between thought and being, the subtraction from nature of a safe foundation, the idea of an auto-referential subject that falls back on itself. As a consequence, he sets against this a different idea of philosophy: narration as a genealogical form of knowledge. Such philosophy is the only one that can preserve the ambiguous character of life and highlight the deep ontological contrasts characterising man, intended as an eternal fragment. Narration as a genealogical form of knowledge lets us see, in particular, how nature is the magmatic root of thought, and not the other way around.
"
This paper aims at highlighting the problematic relationship between Schelling's philosophy and transcendental thought. In spite of the fundamental new elements brought along by Kant to the history of modern philosophy in contrast with the nefarious mechanicism of the Enlightenment, Schelling points out three main mistakes in transcendental thought: the separation between thought and being, the subtraction from nature of a safe foundation, the idea of an auto-referential subject that falls back on itself. As a consequence, he sets against this a different idea of philosophy: narration as a genealogical form of knowledge. Such philosophy is the only one that can preserve the ambiguous character of life and highlight the deep ontological contrasts characterising man, intended as an eternal fragment. Narration as a genealogical form of knowledge lets us see, in particular, how nature is the magmatic root of thought, and not the other way around.
"
Conferenza tenuta insieme a Chiara Poggio e Leslie Cameron Curry sul tema del morire nell'aprile 2014 all'interno del ciclo "Vivere", organizzato dalla sezione Torino-Vercelli della Società Filosofica Italiana - Torino, Circolo dei Lettori
Research Interests:
Intervista sul tema della morte a partire dal libro "Narrare la morte. Dal romanticismo al post-umano" (ETS, Pisa)
Research Interests:
Research Interests:
II giornata del workshop pubblico "Immagin(ar)i e politica. Forme, simboli e pratiche sociali del tardo-capitalismo" organizzato dal CeSPeC in collaborazione con l'Associazione Polis e con il contributo della Fondazione CRC, svoltosi... more
II giornata del workshop pubblico "Immagin(ar)i e politica. Forme, simboli e pratiche sociali del tardo-capitalismo" organizzato dal CeSPeC in collaborazione con l'Associazione Polis e con il contributo della Fondazione CRC, svoltosi presso l'Università di Cuneo (11-12 aprile 2013).
The Ethical and Public Problems of Digital Culture Edited by Davide Sisto "Lessico di Etica Pubblica" http://www.eticapubblica.it/call-for-paper/ Deadline: 30 gennaio 2018 Our time is deeply influenced by the radical changes brought... more
The Ethical and Public Problems of Digital Culture
Edited by Davide Sisto
"Lessico di Etica Pubblica"
http://www.eticapubblica.it/call-for-paper/
Deadline: 30 gennaio 2018
Our time is deeply influenced by the radical changes brought about by digital culture, namely the set of new information technologies that have been developing within the public space in the last decades of the Twentieth century. In just a few years, Generation X – the one including those approximately born between 1965 and 1980 – will be the last one that has witnessed a historical period with no computers, no mobile phones and, more importantly, no Internet. These three devices have given to citizens new means of communication, information and expression of personal ideas that are wholly unprecedented if compared to the times before their spread, and have caused radical revolutions in our daily habits. Yet the meaning of the many sociocultural horizons that have thus opened is still unclear and indefinite to us.
Particularly, the spread of social networks and blogs, as well as the possibility to freely open our own webpage and express ourselves or offer any kind of information and resources to the international community a) has increased the contradictions that have always existed within the relationship between the real and the virtual, b) has added further juridical issues – mostly concerned with personal privacy – that were inconceivable up to a few decades ago, c) has changed the way in which we take part in the political, cultural and social life both on a national and an international level, d) has increased and at the same time diminished individual freedom, e) has transformed the notion of work, and f) has given us new potential to create relationships within the public space.
The topics and issues that stem from the progressive spread of digital culture are so wide that they need and interdisciplinary approach in their interpretation, one that can be applied both to technical and scientific disciplines and to the humanities, aiming at pinpointing the potentials and the risks that this culture brings into the public space where we live.
The aim of the next number of our review is therefore to highlight the main ethical issues concerning digital culture and its spread in the public space.
Edited by Davide Sisto
"Lessico di Etica Pubblica"
http://www.eticapubblica.it/call-for-paper/
Deadline: 30 gennaio 2018
Our time is deeply influenced by the radical changes brought about by digital culture, namely the set of new information technologies that have been developing within the public space in the last decades of the Twentieth century. In just a few years, Generation X – the one including those approximately born between 1965 and 1980 – will be the last one that has witnessed a historical period with no computers, no mobile phones and, more importantly, no Internet. These three devices have given to citizens new means of communication, information and expression of personal ideas that are wholly unprecedented if compared to the times before their spread, and have caused radical revolutions in our daily habits. Yet the meaning of the many sociocultural horizons that have thus opened is still unclear and indefinite to us.
Particularly, the spread of social networks and blogs, as well as the possibility to freely open our own webpage and express ourselves or offer any kind of information and resources to the international community a) has increased the contradictions that have always existed within the relationship between the real and the virtual, b) has added further juridical issues – mostly concerned with personal privacy – that were inconceivable up to a few decades ago, c) has changed the way in which we take part in the political, cultural and social life both on a national and an international level, d) has increased and at the same time diminished individual freedom, e) has transformed the notion of work, and f) has given us new potential to create relationships within the public space.
The topics and issues that stem from the progressive spread of digital culture are so wide that they need and interdisciplinary approach in their interpretation, one that can be applied both to technical and scientific disciplines and to the humanities, aiming at pinpointing the potentials and the risks that this culture brings into the public space where we live.
The aim of the next number of our review is therefore to highlight the main ethical issues concerning digital culture and its spread in the public space.
Research Interests:
Il fascicolo affronta i cambiamenti che la cultura digitale e il post–umano hanno apportato alla nostra esperienza della morte e dell’immortalità. Da una parte, si sofferma sul paradosso che concerne il morto, vale a dire l’incarnazione... more
Il fascicolo affronta i cambiamenti che la cultura digitale e il post–umano hanno apportato alla nostra esperienza della morte e dell’immortalità. Da una parte, si sofferma sul paradosso che concerne il morto, vale a dire l’incarnazione della presenza di un assente, in riferimento alla fotografia, alla Digital Death e alla figura metaforica dello zombie. Da un’altra, invece, si concentra sulle conseguenze sociali delle teorie immortaliste del transumanesimo e delle trasformazioni del “memento mori” all’interno del conflitto attuale tra culture differenti. L’obiettivo è un’ermeneutica del morire, capace di offrire ai Death Studies un contributo rilevante per comprendere come la nostra società stia mutando.
Research Interests:
In questo nuovo articolo per il blog "Si può dire morte" provo a ragionare su un meccanismo psicologico che lega il cosiddetto "femminicidio" alla morte. Quando il non accettare la morte del legame amoroso prende la forma di una malattia... more
In questo nuovo articolo per il blog "Si può dire morte" provo a ragionare su un meccanismo psicologico che lega il cosiddetto "femminicidio" alla morte.
Quando il non accettare la morte del legame amoroso prende la forma di una malattia grave, trasformandosi nella ricerca della morte fisica dell’amata: “Ti uccido perché tu non sia di nessun altro e continui a essere mia”. In altre parole, la morte diviene il simbolo della continuazione: “ti ho persa in vita, ti continuo a tenere a me nella morte”.
Quando il non accettare la morte del legame amoroso prende la forma di una malattia grave, trasformandosi nella ricerca della morte fisica dell’amata: “Ti uccido perché tu non sia di nessun altro e continui a essere mia”. In altre parole, la morte diviene il simbolo della continuazione: “ti ho persa in vita, ti continuo a tenere a me nella morte”.
Research Interests: Philosophy, Death, Death Studies, Feminism, Grief (Psychology), and 4 morePsicology, Morte, Femminicidio, and Lutto
Una mia riflessione su un caso particolare relativo al lutto: ha senso mandare un messaggio su WhatsApp a una persona morta? Mi è stato raccontata questa cosa qui. E allora ci ho riflettuto a lungo sopra. Ho riflettuto sulla particolare... more
Una mia riflessione su un caso particolare relativo al lutto: ha senso mandare un messaggio su WhatsApp a una persona morta? Mi è stato raccontata questa cosa qui. E allora ci ho riflettuto a lungo sopra. Ho riflettuto sulla particolare natura di WhatsApp (a differenza di una lettera, sai se il messaggio è stato ricevuto ed è stato letto), sul desiderio di compiere un simile gesto e sull'impatto emotivo e psicologico che ha tale gesto.
In fondo, WhatsApp, se utilizzato in un’ottica appunto simbolica, con la chiara coscienza della realtà della morte, può divenire un tramite romantico tra chi è rimasto e chi non c’è più. Un modo per mantenere vivo, nella propria mente e nel proprio sentire, il legame. E può anche rappresentare un modo per fare i conti con la realtà della morte, visto che hai la certezza che il messaggio non viene letto.
Un altro esempio interessante del rapporto tra cultura digitale e morte/lutto ai tempi odierni.
In fondo, WhatsApp, se utilizzato in un’ottica appunto simbolica, con la chiara coscienza della realtà della morte, può divenire un tramite romantico tra chi è rimasto e chi non c’è più. Un modo per mantenere vivo, nella propria mente e nel proprio sentire, il legame. E può anche rappresentare un modo per fare i conti con la realtà della morte, visto che hai la certezza che il messaggio non viene letto.
Un altro esempio interessante del rapporto tra cultura digitale e morte/lutto ai tempi odierni.
Research Interests:
Dal Clara di Schelling al Dia de los muertos messicano: una riflessione personale sul giorno dei Morti. Come cantano in Messico: “Al suonar della mezzanotte/ i teschi fuori per una passeggiata/ molto felici saltano sulla vostra auto/ in... more
Dal Clara di Schelling al Dia de los muertos messicano: una riflessione personale sul giorno dei Morti.
Come cantano in Messico: “Al suonar della mezzanotte/ i teschi fuori per una passeggiata/ molto felici saltano sulla vostra auto/ in bicicletta e con i pattini” (https://www.youtube.com/watch?v=ZpqoO7LkgF0).
Come cantano in Messico: “Al suonar della mezzanotte/ i teschi fuori per una passeggiata/ molto felici saltano sulla vostra auto/ in bicicletta e con i pattini” (https://www.youtube.com/watch?v=ZpqoO7LkgF0).
Research Interests: Death Studies and Morte
Qualche mia riflessione personale sul tema del momento: l'immortalità. Ne parla Don DeLillo nel suo ultimo acclamatissimo romanzo, è stata al centro della campagna elettorale di Zoltan Istvan, con l'Immortality Bus a forma di bara, nella... more
Qualche mia riflessione personale sul tema del momento: l'immortalità. Ne parla Don DeLillo nel suo ultimo acclamatissimo romanzo, è stata al centro della campagna elettorale di Zoltan Istvan, con l'Immortality Bus a forma di bara, nella campagna elettorale per la Casa Bianca negli USA, è costantemente presente nelle ricerche scientifiche e tecnologiche di molte personalità, oggi, al centro dell'attenzione pubblica.
Non è il mio sogno vivere per sempre. Negli scritti scientifici e accademici che sto scrivendo e pubblicando lo spiego in termini più filosofici, qui mi limito a fornire qualche spunto personale, che spero desti curiosità: http://www.sipuodiremorte.it/e-veramente-desiderabile-vivere-per-sempre-di-davide-sisto/
Non è il mio sogno vivere per sempre. Negli scritti scientifici e accademici che sto scrivendo e pubblicando lo spiego in termini più filosofici, qui mi limito a fornire qualche spunto personale, che spero desti curiosità: http://www.sipuodiremorte.it/e-veramente-desiderabile-vivere-per-sempre-di-davide-sisto/
Research Interests:
Nonostante siano ormai diversi anni che si discute degli effetti negativi della rimozione della morte all'interno della società occidentale e, in particolare, sul rapporto medico-paziente, constatiamo tutti quanti – quotidianamente – le... more
Nonostante siano ormai diversi anni che si discute degli effetti negativi della rimozione della morte all'interno della società occidentale e, in particolare, sul rapporto medico-paziente, constatiamo tutti quanti – quotidianamente – le difficoltà spesso insormontabili con cui si scontra il medico quando deve prendersi cura dei malati terminali, deve sostenere le loro molteplici fragilità ed eludere – al tempo stesso – il rischio di considerarli semplicemente problemi clinici da risolvere. A dimostrazione di queste difficoltà è il grande successo editoriale di libri scritti da medici, i quali con l'esperienza clinica acquisita sottolineano quanto la società sia ancora oggi incapace di fare i conti con la morte, di accettare la morte come parte integrante della vita, quindi di riconoscere che non c'è nessuna guerra in corso tra il medico e la morte. Pensiamo, per esempio, al recente bellissimo libro del chirurgo statunitense di origine indiana Atul Gawande, Essere mortale. Come scegliere la propria vita fino in fondo
