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Che cosa significa vivere una vita animale? Questo breve articolo cerca di indagare le condizioni di possibilità dell’animalità umana, ossia una vita umana in contatto diretto con la sua esistenza animale.
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A partire dalla formulazione dello sguardo di Lacan, siamo condotti alla scoperta di quello felino e dei complessi, privatissimi risvolti che provoca il rispecchiarsi in esso. In altre parole, chiedersi chi sia il gatto passa... more
A partire dalla formulazione dello sguardo di Lacan, siamo condotti alla scoperta di quello felino e dei complessi, privatissimi risvolti che provoca il rispecchiarsi in esso. In altre parole, chiedersi chi sia il gatto passa ineludibilmente per il domandarsi chi siamo noi che lo guardiamo (o che ci specchiamo).
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Ethology, Philosophy, Animal Science, Animal Behavior, Subjective Well-Being, and 73 more
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In questo elaborato, partendo dall’analisi della caccia, uno degli innumerevoli aspetti che rispecchiano il dominio dell’uomo sulla natura, sarà esaminato il rapporto tra uomo e animale che dall’età preistorica si è evoluto fino ai giorni... more
In questo elaborato, partendo dall’analisi della caccia, uno degli innumerevoli aspetti che rispecchiano il dominio dell’uomo sulla natura, sarà esaminato il rapporto tra uomo e animale che dall’età preistorica si è evoluto fino ai giorni nostri determinando numerose conseguenze per l’attività dell’uomo e il suo modo di gestire la vita sulla Terra. Il modello che sarà utilizzato per definire i termini dell’analisi partirà dalla genealogia della caccia, analizzando da un lato il processo evolutivo dell’essere umano, e dall’altro lato la storia della caccia, circoscritta a quelle civiltà che hanno avuto un notevole impatto sull’attuale concezione di gestione dell’attività venatoria in Occidente, in particolare in Europa. Si vedrà che fin dall’età dell’Homo habilis questa pratica ha accompagnato l’ideologia del dominio dell’uomo sulle diverse specie animali considerati come totem: entità con significato simbolico alle quali ci si sente legati per tutta la vita.
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El presente artículo aborda la cuestión del Apocalipsis entendido como fin de la idea de «Hombre». En la filosofía del siglo xx se ha dado un interés especial por abordar la disolución de las categorías humanistas que sostenían nuestra... more
El presente artículo aborda la cuestión del Apocalipsis entendido como fin de la idea de «Hombre». En la filosofía del siglo xx se ha dado un interés especial por abordar la disolución de las categorías humanistas que sostenían nuestra visión del mundo, véase: la idea de hombre, sujeto, historia, etc. A partir de un análisis etimológico y conceptual sobre la construcción de la idea de anthropos en el desarrollo humanista occidental, veremos cómo en la tradición filosófica el hombre ha sido concebido como un ser escindido en dos dimensiones contrapuestas que, en el decurso histórico, tratará de reunir. En el tercer capítulo trataremos de ir más allá de lo que denominamos como «antropocalipsis» reelaborando algunas teorías de lo posthumano que nos permitan seguir viviendo más allá del fin.

This article explores the notion of “apocalypse” understood as the end of the idea of “man”. Throughout the twentieth century, many philosophers have focused on the diminishing importance of the humanistic categories that have framed our view of the world: “man”, “subject”, “history”, etc. We propose a conceptual and etymological analysis of how the idea of anthropos was constructed during the development of Western humanism. Our aim is to elucidate how the philosophical tradition has portrayed man as a divided being, with two opposing dimensions requiring reconciliation. We then delve into the implications of what we term the “anthropocalypse”, offering a reinterpretation of several posthumanist theories that might allow us to live on beyond the “end”.
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The ontology of animality, starting from Derrida's writings, determines the reconsideration of the human being and his ontological condition within an environment (Umwelt) in which the anthropocentric point of view has hitherto been... more
The ontology of animality, starting from Derrida's writings, determines the reconsideration of the human being and his ontological condition within an environment (Umwelt) in which the anthropocentric point of view has hitherto been predominant. The post-human represents the urgency for ethics willing to reflect on a world inhabited both by hybridizing life forms breaking the boundaries, and a common and immanent substratum yearning for its own limit: the animality partaken by all of us. The boundaries will be deconstructed starting from the ontology, through the epistemology, in order to define post-human ethics.
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Philosophy, Ontology, Philosophy Of Language, Epistemology, Philosophy of Agency, and 119 more
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Recensione del libro "La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo" di Leonardo Caffo
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Recensione del saggio di Michel Foucault "La vita degli uomini infami"
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Recensione al saggio "La cosa migliore che tu puoi fare. Cos'è l'altruismo efficace" di Peter Singer
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Questo saggio c’insegna che esiste un altro modo di stare al mondo, nonostante il taglio che rende angosciosa la vita dell’essere umano. Il linguaggio è la chiave di volta per reggere l’animale dualista che è l’Homo sapiens, a differenza... more
Questo saggio c’insegna che esiste un altro modo di stare al mondo, nonostante il taglio che rende angosciosa la vita dell’essere umano. Il linguaggio è la chiave di volta per reggere l’animale dualista che è l’Homo sapiens, a differenza di tutti gli altri animali che partecipano all’esistenza nella più completa immanenza. Ancora una volta c’è da guardare l’animale e stare in silenziosa contemplazione davanti ad esso, perché nell’essere ciò che siamo, non serve presentarci a noi stessi e agli altri, ma basta essere presenti con il corpo che siamo. Il linguaggio del corpo è la silenziosa virtù dell’umanità che dev’essere svelata.
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Recensione del libro di Roberto Marchesini "Etologia filosofica. Alla ricerca della soggettività animale."
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Recensione del saggio "Una morale per tutti gli animali. Al di là dell'ecologia" del professore di filosofia morale Oscar Horta.
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«L'animale ci guarda e noi siamo nudi davanti a lui. E pensare comincia forse proprio da qui». Che cosa significa per Derrida la nudità, il pudore, la vergogna? Cosa voleva realmente indicare con la parola «animot»? Questo è un breve... more
«L'animale ci guarda e noi siamo nudi davanti a lui. E pensare comincia forse proprio da qui».
Che cosa significa per Derrida la nudità, il pudore, la vergogna? Cosa voleva realmente indicare con la parola «animot»?
Questo è un breve articolo in cui vado ad approfondire i temi centrali della sottomissione, nel rapporto uomo-animale,  decostruendo i temi usati da Derrida.
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«La Reproduction interdite» di Magritte rivista in chiave filosofica attraverso il concetto di soglia, différance, ontologia dell'essere, apertura e chiusura, entrando attraverso il dipinto e lo specchio per arrivare alla necessaria... more
«La Reproduction interdite» di Magritte rivista in chiave filosofica attraverso il concetto di soglia, différance, ontologia dell'essere, apertura e chiusura, entrando attraverso il dipinto e lo specchio per arrivare alla necessaria rivalutazione del concetto di "umanità". Dalla perdita del volto di Lévinas, passando per il Dasein heideggeriano, approdando all'ospitalità di Derrida, riproponendo la différance, come soglia ed apertura insieme, per rompere la macchina antropologica di Agamben. Un percorso tenuto in piedi dal passaggio di Nietzsche.
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The present Master’s dissertation offers a bibliographic review of two of the most relevant contemporary theoretical positions on anthropocentrism and animal studies. It lays out an analysis of the criticism of anthropocentrism by two... more
The present Master’s dissertation offers a bibliographic review of two of the most relevant contemporary theoretical positions on anthropocentrism and animal studies. It lays out an analysis of the criticism of anthropocentrism by two representative philosophers of the field: Óscar Horta, who approaches the subject from the perspective of analytic philosophy, and Leonardo Caffo, who studies it from the point of view of continental philosophy. The comparative study of their theories is followed by the proposal for a combined analytic-continental strategy intended to enable a new way of thinking the rejection of anthropocentrism and the criticism of theories that justify and perpetuate the discrimination and exploitation of non-human animals.
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Metaphysics, Animal Science, Animal Behavior, Posthumanism, Animal Studies, and 94 more
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The following article proposes a path starting from the deconstruction of the Ego (bios): this wanting subject who creates his own life; passes through the corporeity (zoé), lost in the moltitude of existences which are explicated in... more
The following article proposes a path starting from the deconstruction of the Ego (bios): this wanting subject who creates his own life; passes through the corporeity (zoé), lost in the moltitude of existences which are explicated in different ways, inside the relationality of the existence; coming to define that the impersonal (l'Aperto), emerged from the ontologic re‑ appropriation, is an archetype of the right existencial behaviour and the correct action of putting on the same level life and existence. On the ontological level, where all existences are equal, natural impersonality requires to the bodies a unique way to exist. In this article I support that the modality deriving from the impersonal bodies, which surround the human being, is an archetype of righteusness where life gives itself to existence.
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Organizational Behavior, Ontology, Philosophy of Mind, Epistemology, Philosophy of Action, and 50 more
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La tesi presenta inizialmente il pensiero di Jacques Derrida sull'animalità. Il tema affrontato è la sovranità dell'uomo sul resto dei viventi, in particolare nei riguardi della discriminazione dell'animalità. Nei capitoli a seguire si... more
La tesi presenta inizialmente il pensiero di Jacques Derrida sull'animalità. Il tema affrontato è la sovranità dell'uomo sul resto dei viventi, in particolare nei riguardi della discriminazione dell'animalità. Nei capitoli a seguire si attua un'emancipazione dell'animalità e non dall'animalità come la corrente umanista voleva. Attraverso l'ontogenesi del concetto di "umanità" viene decostruito il costrutto che sorregge la soglia che divide l'uomo dagli animali, laddove essi partecipano all'animalità in maniere differenti. L'emergenza di questa composizione dei temi trattati si erge ad azione esemplare con cui Derrida, prima di morire, ha lasciato delle tracce da seguire durante il ricevimento del premio Adorno.
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Philosophy, Ontology, Philosophy Of Language, Epistemology, Philosophy of Science, and 96 more
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Recensione del libro di Richard C. Francis "Addomesticati. L'insolita evoluzione degli animali che vivono accanto all'uomo"
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Recensione del libro "Alterità. L'identità come relazione" di Roberto Marchesini
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La forma-de-vida es una reunión de lo que se halla dividido por la lógica del poder, de la maquina gubernamental: la zoé y la bios. Es decir, Agamben describe la separación entre vida general (zoé) de una vida políticamente organizada... more
La forma-de-vida es una reunión de lo que se halla dividido por la lógica del poder, de la maquina gubernamental: la zoé y la bios. Es decir, Agamben describe la separación entre vida general (zoé) de una vida políticamente organizada (bios) como la prestación originaria y la característica fundamental del poder político. Agamben parece confesar su incapacitad de poner la política y la forma-de-vida en relación. Él llega al concepto de «abierto» empezando desde una ontología nihilista y la operación de negatividad. Políticamente, el abierto es aquella forma-de-vida que reúne bios y zoé y que presupone el acto de un sujeto o agente poietico que traiga este movimiento hasta el colapso de la política a través una estética de la destrucción o de la inactividad, capaz de destruir cada matriz (bio)política. Esta tensión nos proporciona una conclusión muy clara: buscar activamente el punto de coincidencia entre bios y zoé, en tal manera de acercarse al origen de los dos términos, el principio primero de donde llegan las dos formas. Lo que intento hacer en este trabajo es de irme al punto de encuentro originario a partir de un surplus de cualidades que, mostrando sus contingencias a la forma típica que caracteriza lo humano, se pueden poner de lado para borrar y olvidar el umbral –a partir de lo cual Agamben empieza a pensar la forma-de-vida– entre lo humano y lo animal construyendo una forma-de-vida (“pura”) que sea al mismo tiempo animal y política. Esta forma es la vida del cínico, que representa la vida verdadera. El intento es ir más allá del pensamiento del negativo que, a mi modo de ver, empuja el discurso allá donde la política del viviente puede solo ser aquella, débil, de la destitución de la política misma –y que transforma el concepto de sujeto incluyéndolo en la destitución. Algunos autores como Lacan o Deleuze y Guattari, a través el psicoanálisis, reinterpretan el enigma humano –que es constituido por el lenguaje y por esto es lo que constituye el ser humano– como el punto de partida para devenir-cuerpo al destituir la antinomia mente-cuerpo, trascendencia-inmanencia, etc. Después de esto veremos como el animal (humano) deviniendo cuerpo puede quedarse en los márgenes de la política hasta ser comprendido en su interior de forma positiva. La vida del cínico, la forma-de-vida que surge de la verdad de la existencia, no renuncia a la política, sino que se hace cargo como modelo, como paradigma político (bios) que, sin animalizar el humano ni edipizar el animal, se identifica con la zoé en una vida radicalmente otra. El bios alethés que es al mismo tiempo la soberanía absoluta de la zoé, cuya dicotomía se disuelve en la vida verdadera que goza de sí y que, a partir de esta creación de forma-de-vida radicalmente otra, encuentra el acontecimiento de la felicidad.
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Animal Studies, Critical Animal Studies, Truth, Gilles Deleuze, Friedrich Nietzsche, and 44 more
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El antropocentrismo metafísico delineado por autores como Kant, Heidegger, Lévinas y Lacan nos permite situarlos en una misma línea que define el umbral entre el hombre y el animal: el poder de autorreferencia. Este poder- tener un “yo” o... more
El antropocentrismo metafísico delineado por autores como Kant, Heidegger, Lévinas y Lacan nos permite situarlos en una misma línea que define el umbral entre el hombre y el animal: el poder de autorreferencia. Este poder- tener un “yo” o poder ser un “yo”, la vocación a la egoidad, es lo que se le niega al animal, es decir, la experiencia de la auto-posición o autotelia auto-demostrativa. La facultad de referirse a sí mismo, que coincide con la responsabilidad del sujeto y con lo que (en la metafísica) eleva el hombre por encima de todos los vivientes, funda su poder sobre los animales. Este es el principio a partir del cual esta comunicación reinterpreta tales posturas filosóficas, poniéndolo en relación con la lingüística y el psicoanálisis. La presente investigación pretende responder a las siguientes preguntas: ¿qué es un animal? ¿Cuál es la animalidad humana? ¿Cómo deviene humano el animal? En torno a esta última cuestión se plantean tres etapas fundamentales para devenir-humano a partir de lo que es animal. La antropogénesis es el proceso a través el cual un ejemplar de Homo sapiens deviene sujeto, es decir, un cuerpo animal capaz de decir de sí mismo “yo”. Las tres tesis que se proponen se centran en: a) el nombre, por el cual el cuerpo se escinde en cuerpo carnal y cuerpo simbólico; b) la negación, en función de la cual el cachorro de Homo sapiens utiliza el lenguaje como forma de poder sobre su cuerpo y sobre la alteridad; c) el ser un “yo”, la última etapa, que presupone el poder-saber quién es el “yo” y por qué lo es, en qué condiciones concretas. La frontera entre animal y hombre es deconstruida desde la perspectiva de diferentes corrientes filosóficas contemporáneas. Se trata de restituir al animal dicho poder y también de preguntarse si el hombre tiene el derecho de atribuir con rigor al hombre lo que le niega al animal y si él nunca ha tenido un concepto puro, riguroso e indivisible en cuanto tal. Este movimiento deconstructivo muestra las borraduras de las huellas de la remoción psicoanalítica que subyace al lenguaje. De dicha remoción surge una consecuencia problemática al respecto de estas posiciones: que lo indica la diferencia entre el hombre y el animal es el lenguaje, aunque este no es un dato natural porque no es intrínseco a la naturaleza psicofísica del hombre, sino que se trata de una producción histórica que no pertenece ni al hombre ni al animal. Este territorio, escindido por el umbral socio-cultural del lenguaje, puede ser reconquistado por la animalidad que elimina las diferencias.
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Aristotle, Kant's Practical Philosophy, Gilles Deleuze, Jacques Lacan, Giorgio Agamben, and 38 more
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Most contemporary scholarly work on posthumanism and transhumanism rests on the idea that both perspectives are part of an ontological continuum. This article, however, acknowledges and explores the differences between them. In order to... more
Most contemporary scholarly work on posthumanism and transhumanism rests on the idea that both perspectives are part of an ontological continuum. This article, however, acknowledges and explores the differences between them. In order to prove that evident theoretical –and, therefore, practical– differences exist between both positions, a genealogy of their development from the 1980s is proposed. The definition of the two different ontologies associated to each of the discussed positions is followed by an analysis of the consequences that this theoretical separation would have for research. This paper also lays out a revision of their epistemologies and their ethical and practical implications. To conclude, we offer a contextualized justification of why the two discussed positions are actually antithetic, and how considering them as such would be useful for future research in the field.
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History, Ontology, Ethics, Epistemology, Genealogy, and 87 more
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The XXI century forces us to think again, in a radical way, about the human-animals relationship. Violence toward animals has rapidly taken place in the public debate: veganism, animal products, animal testing and animals right are now... more
The XXI century forces us to think again, in a radical way, about the human-animals relationship. Violence toward animals has rapidly taken place in the public debate: veganism, animal products, animal testing and animals right are now significant themes in the political ground. We are currently part of a deep social transformation that involves every cultural aspect of the Western

world from science to literature: humanities, creative arts, and sciences are all shaken to its foundations.
In view of this, the CfP 2018 has the aim to give voice to a philosophical urgency of our time through an academic multidisciplinary encounter.
Dealing with the Animality means to redefine the anthropological paradigm of what is a human being beyond the Enlightenment frame. Thus, humankind becomes a permeable category for more- than-humans identities.
Moving beyond Arnold Gehlen, Max Scheler, and Helmuth Plessner, we must replace Philosophical Anthropology with Philosophy of Animality. In this perspective, humans are no longer an isolated ontological entity, but the results of a constant co-becoming, through hybridization, with other living beings. Therefore, to investigate "animality" means get rid of the all-embracing anthropocentric prejudice. After the prison of metaphysical humanism, other ways to relate to the other are possible. The first step toward this new web of beings must be a new Philosophy of Animality.
Several contemporary philosophies take into the account this frame: Posthumanism, Animals Politics, Environtmal Ethics and Ecology, Ecocritics, Ecofeminism, Multispecies Studies, Biopolitics, Ecofeminism, and so on...
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The association Gallinae in Fabula and the Department of Philosophy will undertake the first Animal Studies International Congress 26-27-28 September at the University of Santiago de Compostela (USC). We call every researcher of every... more
The association Gallinae in Fabula and the Department of Philosophy will undertake the first Animal Studies International Congress 26-27-28 September at the University of Santiago de Compostela (USC).

We call every researcher of every discipline interested in Animal Studies to bring multidisciplinary contributions on the following topics:

- Ontology of Animality
- Philosophy of Corporeality
- Phenomenology and Animality
- Posthumanism
- Language and Animality
- Philosophy of Mind and Animality
- Religion and Animality
- More than human Psychology
- Esthetics and Animality
- Body arts, Bioarts and Ecoarts
- Animality and Cinematography
- Literature on Animality
- Ecocritics
- Representation of Animality
- Bio&Zopolitics

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https://sites.google.com/view/rethinkinganimality/call-for-papers/english?authuser=2
Research Interests:
Environmental Engineering, Philology, Zoology, Psychology, Psychoanalysis, and 126 more
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